09/12/08
Regali di Natale - Pt.3
20/08/08
These Arms Are Snakes

Il suono dei washingtoniani, di Seattle, These Arms Are Snakes è un turbolento ibrido di post-hardcore ed angolare noise-rock. E’ una tradizione che ha i suoi nobili natali in quel di Washington DC – si pensi agli strabilianti due album di Nation Of Ulysses – ed un seguito nell’isteria tipica dei gruppi di San Diego. Dai Drive Like Jehu fino ad arrivare ai ‘maledetti’ Swing Kids. Un suono metallico e stridente, ipercinetico, che in realtà nulla ha a che spartire con le deficitarie evoluzioni nu-metal dei numerosi gruppi provenienti dal settore. These arms are Snakes sono divenuti in breve una delle più solide live band statunitensi; hanno diviso il palco con Minus the Bear, Blood Brothers, Big Business, Cursive, Mastodon, Against Me!, Isis, Pelican ed Hot Water Music, tanto per gettare ulteriori appigli all’informe massa dei più strenui seguaci underground.
Registrato presso il Red Room Recordings di Seattle, WA, con la produzione assistita del batterista Chris Common, "Tail Swallower & Dove" è il terzo album per These Arms Are Snakes, un ambizioso successore al precedente "Easter", che vedeva la luce nel 2006 per Jade Tree. In questi due anni, aldilà dei non trascurabili aggiustamenti musicali, dobbiamo infatti registrare il passaggio a Suicide Squeeze, nuovo marchio di garanzia intenzionato a sostenere oltre misura le gesta del quartetto. Non fatevi cogliere impreparati, quello che sta per arrivare sarà un album dall’impatto sicuramente voluminoso, ma gestito con maestria dalla band di Seattle, pronta a rilasciare momenti più riflessivi e a sviluppare soggetti tematici quanto meno morbosi (si dia un’occhiata a brani come Lucifer e Long and Lonely Step).
Potrete vedere la band in Italia insieme ai label mate Russian Circle in un'unica data prevista il 30 ottobre al Sottotetto di Bologna
03/07/08
Happy B-Day Alan Vega

Blast First Petite, dopo il monumentale box di sei cd che documenta alcuni dei migliori live degli stessi Suicide – inaugura una serie di 10 pollici limitati con cadenza mensile (un anno la durata dell’operazione) in cui gli autori di Ghost Rider verranno coverizzati da nomi influenti della scena internazionale.
In primi Bruce Springsteen – già responsabile di un escursione acustica in questi territori – poi Primal Scream, Spirtualized, Liars, Grinderman (lo spiritato progetto di Nick Cave) Klaxons ed un’altra manciata di nomi in divenire.
Appetitoso il programma dei singoli, che oltre alla cover di rito presenteranno inediti del duo Vega/Rev.
Un altro regalo ai numerosi fans dei Suicide ed un sentito augurio al poeta visionario Vega.
23/05/08
Russian Circle

Il soffio del vento che proverbialmente tira da Chicago non sembra affievolirsi, tanto più se prendiamo ad esempio la voce export nella categoria musica prodotta in città. Mike Sullivan e Dave Turncrantz danno vita ai Russian Circle nel 2004 forti del comune interesse per generi limitrofi ma anche apparentemente contrastanti, prendendo in prestito i volumi del metal, gli arrangiamenti minimali del jazz dei primordi e le atmosfere criptiche del post-rock, un suono che proprio nella windy city ha conosciuto i suoi momenti più esaltanti.
‘Il nostro suono è troppo ampio come spettro per essere infilato a forza in un sotto genere’ queste sono le parole del chitarrista Mike Sullivan, che certo non intende capitolare di fronte a dei banali parallelismi.
Il loro EP d’esordio autotitolato è stato un successo, sold out a pochi giorni dalla sua pubblicazione, un viatico al debutto esteso del 2006 – “Enter” – ancora un solido esempio di architetture post-rock e riff incastonati nella pietra. Credenziali che hanno permesso ai due di dividere il palco con Tool, Dalek, Daughters e Pelican.
“Station”, appena uscito per i tipi di Suicide Squeeze, è stato registrato a Seattle presso gli Studio Litho con il produttore Matt Bayles (Mastodon, Minus the Bear ed Isis), che ha rappresentato un’autentica spinta vitale nella riuscita del disco, un’intensità che in sala d’incisione ha costituito un altro elemento di valore nella calibrata miscela del gruppo. Da ricordare anche la presenza del bassista Brian Cook (These Arms Are Snakes / Botch), una delle figure più in vista dell’underground di Seattle e prezioso elemento aggiunto. Morgan Henderson dei The Blood Brothers è invece autore di un cameo al contrabbasso nel brano Xavii.
Se i Russian Circles muovono dall’eredità di “Enter”, “Station” offre la garanzia di un nuovo passaggio per la band, destinata ad emergere tra le realtà più convincente in ambito di rock sperimentale e chitarristico. Uno spettro il loro talmente ampio da far convergere i sostenitori di Neurosis, Melvins, Fucking Champs, Mogwai ed Explosions In The Sky in un’unica grande arena della mente.

