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23/09/09

Lisa Germano - Magic Neighbor

Lisa Germano torna con un nuovo album per la Young God di Michael Gira dal titolo Magic Neighbor. Lisa era letteralmente scomparsa dalle scene, iniziando a far serpeggiare più di un dubbio sul suo stato. Ma sarà ancora la musica a ristabilire gli equilibri, un linguaggio universale di cui la Germano si fa nuovamente interprete, grazie al suo riconosciuto stile da sirena neo-romantica. Lo stesso Gira che sembrava impensierito dalla condizione di una delle sue più acclamate artiste, si è ricreduto al momento dell’ascolto in anteprima del disco, che definisce senza alcun indugio il suo migliore. Si parla di una profondità inedita, di una prova vocale al di sopra delle righe. C’è ovviamente un velo di tristezza nella sua musica, ma anche un tono speranzoso che sembra farsi largo, pur mantenendo una dimensione privata, intima.

Gira azzarda addirittura un paragone con i commenti sonori dei lungometraggi della Disney, per quella dimensione a cavallo tra il sogno e la confusione apparente.

Nessuno sconvolgimento per quello che riguarda la musica della Germano, spesso ed immancabilmente costruita sul dualismo voce/piano. Preziosi anche gli arrangiamenti d’archi, che donano un tocco di classicità a questo Magic Neighbor, disco per molti versi ammaliante. Tra le più genuine ed ispirate cantautrici contemporanee, Lisa compie un ulteriore balzo in avanti nella definizione di uno stile proprio, invidiabile. Verrebbe voglia di dire: da qui all’eternità.

17/10/08

Introducing Larkin Grimm

Spesso è il genio, la magia a contraddistinguere un singolo artista, soprattutto quando ci si muove in un ambito asfittico come l’indie rock od una delle sue più fortunate branche contemporanee: il neo-folk. Termine in realtà piuttosto riduttivo per Larkin Grimm, una voce ed uno stile personalissimi che ne potrebbero fare – senza alcun tipo di esagerazione – la nuova Odetta. 26enne originaria di Memphis, Tennessee (di per sé un luogo con numerose implicazioni magiche e ritualistiche) Larkin ha vissuto in una comune locale, figlia di hippies devoti al culto del sacro ordine di MANS. Da sempre spirito nomade – lunghi viaggi rivelatori in Thailandia, Guatemala ed Alaska che ne hanno definito anche ‘l’approdo’ artistico – la chanteuse ha la sua prima epifania musicale nell’artistoide Providence – luogo in cui si sono formati personaggi di spicco del presente (Lightning Bolt) e del passato (Talking Heads) – legando il suo nome alla piccola indipendente locale Secret Eye Records e muovendo su territori spiccatamente più rumorosi e free-from. E’ solo il viatico ad una rinascita, consumata sui palchi di mezza America, complici anche i mini-tour in supporto ad artisti quali Devendra Banhart, Spires That in The Sunset Rise, Espers, Brigthblack Morning Light, Entrance, Viking Moses, Microphones e Old Time Relijun. Lo stile diviene più raffinato, Larkin è ora una polistrumentista completa, capace di divedersi tra banjo e chitarra acustica (lodevole la sua tecnica in fingerpicking), assortiti strumenti-giocattolo ed una voce che può raggiungere picchi di intensità assoluta come lamentose cadenze blues . Michael Gira che non ha mai smentito le sue doti di talent scout – Devendra Banhart, Akron Family e Calla hanno ricevuto confortevole asilo presso la sua Young God – ha prodotto l’album Parplar presso l’Old Soul Studio di Catskill, New York ed il Seizure’s Palace di Brooklyn. Una produzione eclettica per quello che è il disco della definitiva consacrazione underground di Larkin Grimm, che non lesina affatto sui colleghi/musicisti da coinvolgere nel progetto. Sfilano così elementi degli stessi Angels Of light, dei Fire On Fire (praticamente una costola dei Cerberus Shoal, anche loro accasatisi di recente presso Young God), dei bostoniani Beat Circus e degli Old Time Relijun, per conferire ulteriore spessore ad un disco che eleva minuziosamente le istanze di tutto il movimento new weird america. Una nuova soul singer le cui carezzevoli e a volte mistiche melodie si prenderanno una parte importante del vostro cuore.

Il nuovo album si intitola "Parplar" ed uscirà il 28 Ottobre

18/02/08

Xiu Xiu "Women As Lovers"


A volte si ha la sensazione di un disco perfetto, è un flash, un pensiero che si insinua con prepotenza. Non accade spessissimo, solo al cospetto dei capolavori, questione di chimica verrebbe da dire. “Women As Lovers” è l’album che rilancia definitivamente la stella di Jamie Stewart, uno dei più sofferti autori della sfera indipendente americana, l’uomo che attraverso i suoi testi e le sue musiche vuole esorcizzare i grandi mali del nostro secolo: l’incomunicabilità, la profonda solitudine, il conflitto.

Da anni Xiu Xiu non ritrovavano la forza e la brillantezza degli esordi. Ci sono il livore ed il taglio sperimentale dei primi epocali dischi – “Knife Play” e “A Promise” – ma tutto è confinato alla forma canzone, pop lunare o alieno che dir si voglia, erede dei più emozionali scenari wave e dei decadenti luoghi del rock anni ’70. Come se il Bowie di Low operasse a Manchester ed utilizzasse i New Order come backing band. Vuole il caso che ci sia una passionale rendition di “Under Pressure” sul disco e dove l’ambiguità era rappresentata dal duca bianco in combutta coi Queen di Freddy Mercury, oggi Jamie sceglie come collaboratore quello che per lui è forse poco meno di un idolo: Michael Gira.

Aldilà di questi esotismi pop il disco vive di una tensione tutta particolare, canzoni del dopo-bomba, dove alle linee melodiche ed allo stridere delle corde di Stewart spesso si aggiungono ritmi robotici o sferzate pseudo-rumoriste. Contenuti ancora controversi ed una parvenza di nuova maledizione rock in titoli come “In Lust You Can Hear The Axe Fall” o “You Are Pregnant, You Are Dead”. Ma spesso i capolavori nascono proprio dove il conflitto è una parte importante del gioco.

Gli Xiu Xiu saranno in tour in Italia a Maggio

14/05/2008 - Roma - Circolo Degli Artisti
15/05/2008
- Milano - Magnolia
16/05/2008
- Firenze - Viper
17/05/2008
- Torino - Spazio 211