23/06/11

Robot In Disguise - Happiness Vs. Sadnes

Il quarto album delle Robots In Disguise introduce una succosa e benvenuta novità, ovvero l’intervento concreto da parte di alcuni accesi fans nella fase produttiva. Descritte a più riprese come l’anello mancante tra Peaches, Le Tigre e Princess Superstar le nostre continuano a propiziare momenti di supremo intrattenimento con una musica che guarda tanto all’ electro rock, quanto al pop più sbarazzino ed alla wave post-romantica.
Dee Plume (chitarra e voce) e Sue Denim (basso e voce) - accompagnate dal vivo dal fido Ann Droid (batteria e voce) – sono riot grrl del terzo millennio, che non rinunciano mai all’effetto sorpresa, prediligendo una produzione che possa riscattare i momenti salienti del cultura DIY affrontando i nuovi ed infernali marchingegni da studio.
Quello che è evidente con Happiness Vs. Sadness è la dimostrazione di una crescita che va di pari passo con una maturità acquisita nella stesura dei brani. Che mai rinunciano a testi pregni di riferimenti socio-politici. Del resto questa loro attitudine le ha portate lontane, non solo i palchi inglesi ed europei, ma anche quelli giapponesi, fino a dividere gli stessi con stelle del calibro di Gary Numan, Cindy Lauper e Gossip.
Il nuovo quartier generale di Robots In Disguise ha un nome ed un idnirizzo, The Brainyard, proprio nel cuore della storica Kings Cross.
David Alexander (Yo Majesty/Dominique) e Tim Holmes (Death In Vegas) sono i produttori di riferimento che sottolineano l’esuberanza e l’urgenza del gruppo. La title-track è il loro assalto al dancefloor, mentre "Don't Go" assomiglia ad un anthem radiofonico scritto dai Blur. Peraltro non perdete l’occasione di ascoltare la loro hit alternativa per le Olimpiadi del 2012 a titolo "I'm A Winner", di per sé un buon auspico.

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