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10/07/09

Brusco - polemiche, sensi e videoclip



L’impasse societaria dell’AS Roma sembra non arrestarsi e allora ci pensa Brusco a solleticare nuovamente l’ambiente con un brano molto esplicito rivolto alla presidentessa Sensi. Una volta il toaster romano decantava le lodi della formazione giallorossa, con la mitologica As Roma , inno per lo scudetto del 2001. Oggi Con La Sensi Che Mi Piace, Brusco scuote espressamente la proprietà, nella figura della stessa Rosella, reclamando chiarezza sui piani futuri della società.

In men che non si dica il singolo è divenuto un caso a livello cittadino, con tutte le radio dedite alla ‘causa’ pronte ad aprire un fronte – spesso polemico – sulla questione. Con la pubblicazione del nuovo album 4 e ½ Brusco rilancia, e continua a comunicare attraverso la musica utilizzando in prima battuta il social network, in maniera estesa. 4 e ½ come anticipato da un trailer on line disponibile su you tube, diverrà a breve una sorta di serie tv. Come l'hanno ribatezzata gli autori, sarà la prima FICTION-CLIP italiana, composta da 4 video-clip musicali concepiti come un'unica storia suddivisa in quattro episodi, con tanto di riepilogo delle puntate precedenti e sigla iniziale. Un’operazione concepita sulla lunga distanza quindi, col supporto-immagine a sostenere i riddims presenti nel cd appena pubblicato "Quattroemezzo"..

Se il singolo inedito sull situazione societaria della as Roma è disponibile in download gratuito, per le nuove avventure di Brusco dovrete scandagliare attentamente la rete, seguendo tutti gli aggiornamenti del caso. Ancora un ulteriore strumento per spingere una delle più creative realtà del reggae nostrano, attualmente in tour nelle maggiori città (e festival di genere) dello stivale. Le discussioni attorno all’As Roma impazzano, Brusco dice la sua su un bel ritmo in levare, che una genuina provocazione sia l’ideale accompagnamento all’afoso solleone?


20/05/09

Official Secrets Act w/ Art Brut unica data italiana

Domani sera, giovedì 21 maggio, suonano a Milano al Magnolia gli Art Brut che ormai non hanno bisogno di presentazioni. Ad aprire per loro ci sarà una band composta da 4 giovanissimi ragazzi di Leeds di cui vi abbiamo già parlato in occasione dell'uscita del loro album, pubblicato da One Little Indian all'inizio di Aprile. Dopo un concerto passato in sordina a Marzo, che però lasciò una notevole impressione in chi vi partecipò, gli Official Secrets Act domani sera potranno esibirsi davanti ad un pubblico sicuramente più numeroso. Noi vi consigliamo di non perderveli.




OFFICIAL SECRETS ACT "UNDERSTANDING ELECTRICITY"

Echi di China Crisis, Fra Lippo Lippi, Sparks periodo Moroder, Original Mirrors, ma anche derive chitarristiche più spinte che danno un tocco di imprevedibilità al tutto, più un onnipresente piglio melodico che talora si spinge verso patetismi classicheggianti del tutto peculiari (bellissime “A Head For Herold” e “Little Birds” o il tripudio Casio di “Momentary Sanctuary”) - Blow Up voto 7

Tra ammalianti evoluzioni Talking Heads , vibrazioni estese XTC , follie pop targate Sparks l’attrazione si conferma sottilmente irresistibile - Rockerilla voto 8

Funk white pop tra Talking Heads di ieri e Vampire Weekend di oggi, ma anche echi glam Sparks, guitar pop inglese tutto dell’epoca, Television, Smiths, ritmiche XTC, Associates, Gang of Four e via elencando. Non c’è solo quel decennio, comunque, tra le loro ascendenze. I più contemporanei Bright Eyes e Neutral Milk Hotel si affacciano qua e là a ricordarci che di oggi si tratta e non delle passate adolescenze che furono - SentireAscoltare voto 6.9

Sleepy Sun in tour



Proprio in concomitanza con il tour europeo – con le relative date italiane curate da Grinding Halt – oltre al video di "White Dove" qui sopra, vi segnaliamo un’interessante ed inedita session del gruppo californiano, di pianta stabile in San Francisco. Sfoggiando addirittura un paio di inediti, oltre che a versioni riviste dei brani apparsi sul debutto lungo per ATP, i nostri ci investono ancora con una psichedelia pastorale, che è un concreto viaggio della mente. Tutto in esclusiva per il portale Dayrotter.


SLEEPY SUN IN TOUR
Ven 22/05 Gambettola (FC) @ TREeSESSANTA Ex Macello
Sab 23/05 Torino @ Spazio 211
Dom 24/05 Roma @ Sinister Noise
Lun 25/05 Faenza @ Clandestino

08/05/09

All is Wild, All is Silent


Da Austin, Texas, i Balmorhea rendono ancora più vitale ed imperdibile la concezione di musica da camera, partendo da una prospettiva di certo più prossima alle rarefazioni del rock sotterraneo degli ultimi 10 anni. Aldilà delle definizioni è una musica struggente, ricca di pathos, capace di avvolgere in un fascio di romantica luce. All is Wild, All is Silent introduce la nuova formazione ora allargata a sei elementi. La band precedentemente nota per la sobrietà dei suoi arrangiamenti, conquista ora un palcoscenico inedito, abbracciando sonorità più complesse, pur sempre rarefatte. L’aggiunta di una batteria, di un contrabbasso e l’utilizzo della voce come strumento (assenti le liriche, è più un vibrato ancestrale quello che odiamo in sottofondo) rendono semmai più ricche le sfumature delle loro composizioni. E’ una musica ancestrale, con una forte connessione all’idea di natura. La musica di Balmorhea può considerarsi come la risposta più ricercata – e per certi versi accademica – ai morbidi effluvi degli islandesi Sigur Ros. Dopo un album così completo i nostri vedranno rielaborato il loro All is Wild, All is Silent da esponenti della nuova elettronica e del rock più catatonico come Eluvium, Xela, Helios, Bexar Bexar, Tiny Vipers, Library Tapes e ancora altri. Un ulteriore segno di vitalità e operatività ad ampio raggio.


remembrance // balmorhea // all is wild, all is silent from Jared Hogan on Vimeo.


15/04/09

Nuovo video per i Thermals




il trio di Portland spara quello che probabilmente ha sempre avuto in canna. E cioè puro e semplice power pop, tanto elementare quanto eccitante, con i ragazzi che si divertono a unire i trattini tra Who, Knack, Ramones e Green Day per vedere cosa viene fuori – IL MUCCHIO

“Now We Can See” è infatti molto meno frenetico rispetto alla media del trio di Portland e decisamente orientato verso una rivalutazione di atmosfere anni ’90. Quelle chitarristiche e college di Weezer, Breeders e Green Day, più pop e meno gravate da pesantezze grunge, affrontate con la freschezza del punk: ascoltate potenziali singoli come “i called out your name” o “when i died” per credere - RUMORE

14/04/09

Nuovo video e tour italiano per i Black Dice



REPO E’ IL QUINTO ALBUM DEI BLACK DICE. IL LORO SECONDO PER PAW TRACKS. ANCORA UN PASTICCIO SONORO CHE SI ABBEVERA ALLA FONTE DEI RITMI URBANI. REGISTRATO PRESSO GLI STUDI RARE BOOK ROOM DI BROOKLYN, REPO È UNA GARA A RITMI VERTIGINOSI, CONSUMATA STRATEGICAMENTE FINO ALLO STRAPPO FINALE. DUB, HIP-HOP E BREAKCORE, UN TRITTICO ATTORNO AL QUALE PRENDONO FORMA LE COMPOSIZIONI DEI BLACK DICE. LORO STESSI SONO DIVENUTI – DOPO IL CAMBIO PROGRESSIVO DI PELLE – RIFERIMENTO PER NUOVE, INCOMBENTI, GENERAZIONI DI TERRORISTI SONICI. UN ALTRO DISCO INECCEPIBILE CON TUTTI I SUOI SPIGOLI ED I SUOI RITMI SGHEMBI, CHE ANCHE I CLUB PIÙ ALTERNATIVI POSSANO FINALMENTE OSPITARLI A BRACCIA APERTE?

Non perdete il loro imminente tour italiano:


28/04/2009 - Padova @ Unwound
29/04/2009 - Roma @ Init
30/04/2009 - Torino @ Spazio211

"INIZIAMO COL DIRE CHE REPO ASSOMIGLIA, SE PROPRIO DOBBIAMO INDIVIDUARE QUALCHE FORMULA UTILE A RESTITUIRNE I CARATTERI,
A UN DISCO DI BIZARRO ETNO-NOISE DI VOLTA IN VOLTA CAMUFFATO SOTTO LE MENTITE SPOGLIE DI UNA INVEROSIMILE TECHNO A VAPORE,
O PEGGIO ANCORA TRAVESTITO DA ACIDULO HIP-HOP SOLO VANEGGIAMENTI E CUT AND PASTE SCEMI" - BLOW UP

"PUR SEMPRE AFFASCINANTI, I BLACK DICE SISTEMANO L’INCOMPLETEZZA SISTEMATICA DEL PRECEDENTE LOAD BLOWN CON UNA VAGONATA DI PENSIERO LATERALE E FREE NEL SENSO DELLE RITMICHE MULTIVARIATE E POLIFONICHE;
UN’IDEA DI MUSICA SCOMPOSTA, FRATTURATA, CAOTICA EPPURE COESA." - RUMORE

"INANELLANDO IL BIZARRO AL FUTURIBILE, I RENALDO AND THE LOAF A MORODER, DAF AI BUTTHOLE SURFERS, I BLACK DICE HANNO INDIVIDUATO L’ORTICELLO IN CUI PIANTARE, ANNAFFIARE E POI RACCOGLIERE LE STRAVAGANZE STILISTICHE DI CUI DA SEMPRE CAPACI." - SENTIREASCOLTARE

Scarica il singolo Glazin in MP3

01/04/09

Dent May - Nuovo video



Il simpatico Dent May ci regala un altro video tratto dal nuovo album "The Good Feeling Music Of..."

20/03/09

Buon week end da Easy Star All Stars



EASY STAR ALLSTARS "Cutting Edge" acoustic
Un classico dei set live di Easy Star All Stars in versione unplugged.
Nah Miss it!

13/03/09

Crystal Stilts - Video e Mp3



Non è un segreto che Brooklyn sia casa di alcuni dei fenomeni musicali odierni, tant’è vero che è impresa sempre più ardua emergere nei sotterranei locali ed avere una visibilità capace di oltrepassare i confini nazionali. Spesso sono i dettagli a fare al differenza, la giusta vibrazione ed anche l’opportunità di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Per i Crystal Stilts valgono un po’ tutte queste logiche. Proprio nel momento in cui il rock’n’roll più ibrido - con le sue varianti wave, shoegaze o new romatic che dir si voglia – sembra prepotentemente riconquistare terreno, arriva una band che per stile e contenuti spicca con prepotenza nella mischia.
Nascono nel 2003 da un’idea di Brad Hargett e JB Townsend. Presto incidono il singolo di debutto - Shattered Shine - sotto l’attenta guida di Sean Mafucci (Gang Gang Dance, Kid Congo Powers). A risaltare immediatamente il tono baritonale di Hargett che per certi versi si pone come un Ian Curtis in chiave sixties (un crooner futurista forse?) poi lo stomp chitarristico di Townsend, anch’esso affascinato dagli umori ’60 e dalla tipologia proto-punk. A New York non hanno dubbi, qualcosa di trascendentale sta accadendo. C’è un gruppo pronto a rinverdire la tradizione nuggets facendo leva su una musicalità tipica del catalogo Factory. O vice versa se preferite. Nel 2005 e nel 2006 si esibiscono a ripetizione con i locali Blood On The Wall, ed ancora con caUSE co-MOTION! ,The Long Blondes e 1990s. La fervente attività dal vivo culmina con l’ingresso di Kyle Forrester (Ladybug Transistor) all’organo, e con l’incisione di un Ep di 4 tracce.
Il biennio successivo apporta numerose novità, innanzitutto si uniscono al gruppo il bassista Andy Adler (The Ninjas) ed il batterista Frankie Rose – che già aveva prestato servizio nell’altra attrazione locale, le Vivian Girls. Aprono per uno dei loro gruppi preferiti – i neozelandesi The Clean – e si uniscono agli storici The Vaselines (quelli che proprio osannava Kurt Cobain) per altre date selezionate. La Woodsist di Brooklyn ristampa le loro prime incisioni, facendo da ponte con i media importanti, quelli che indirizzano l’opinione pubblica, almeno negli States. Ed ecco che grazie alla sponsorship di Pitchfork i Crystal Stilts si trovano catapultati verso la notorietà, improvvisamente.
C’è poi l’album, Alight of Night quel debutto lungo che grazie alla produzione di Slumberland diviene immediato classico indipendente. Quello stesso disco è ora licenziato per il mercato europeo da Angular Recordings, proprio sulla scorta delle recenti attenzioni ricevute dai media inglesi. E che disco fantastico…Un bagno nei sapori oppiacei dei Velvet Underground, una vena acida che fa molto psichedelia texana ed un atteggiamento di base che lascia pensare alle band del post-punk mancuniano come a tanti altri piccoli eroi che hanno gravitato nel catalogo Rough Trade
Ma questi sono solo dettagli, avventuratevi pure tra i solchi di questo disco, per riscoprire l’essenza più genuina del rock, quello consumato e prodotto nei garage di periferia. Non c’è trucco, non c’è inganno, solo una manciata di memorabili canzoni. Ora e per sempre.

da questo link è possibile scaricare il nuovo singolo dei Crystal Stilts: Love Is A Wave

02/02/09

Claudio Sanfilippo "La Meraviglia"




il video di "La Meraviglia" tratto dal nuovo album di Claudio Sanfilippo "Fotosensibile" CD+DVD


"Il nuovo album del cantautore milanese colpisce per delicatezza e gusto estetico. Dopo qualche divagazione tra l'amato Brasile e l'ancor più amata Milano (I Paroll che Fann Volà), "Sanfi" torna a navigare le acque a lui più famigliari: quelle della classica canzone d'autore. E così, accompagnato dall'ottimo Rinaldo Donati (arrangiatore e produttore dell'album) scrive una dozzina di brani pieni di intimità e poesia. Ascoltate "Pandora", delicata dichiarazione d'amore per il mare ma anche fuga poetica verso una dimensione fantastica: gli arrangiamenti alla Ry Cooder, la soffice melodia e il testo ispirato danno subito il tono dell'album. Ascoltare le canzoni di Sanfi, infatti, è come guardare i suoi acquarelli: non bisogna avere fretta, non si deve essere alla ricerca di forti emozioni nè, per forza, pretenderne una lettura immediata. Il clima onirico, i testi poetici, le affascinanti melodie devono arrivare in modo naturale. E così, oltre ad apprezzarle per la loro autenticità, possono dare persino maggiori emozioni con lo scorrere degli ascolti. Vale per la seducente "Agosto" o per la divertente "Parole Crociate". E se "Lo Sguardo" ricorda la lezione degli chansonnier francesi la title track è una interessante sintesi di vecchia scuola e nuovi suoni. Confezionato in un package lussuoso (con tanto di dvd allegato in cui Sanfi si racconta dal pozzetto di una barca a vela), FOTOSENSIBILE è un lavoro da consigliare a tutti i cultori di musica di qualità." - JAM

"“Fotosensibile”, è l’ennesima manifestazione di uno stile elegante e mai banale, sospeso tra atmosfere che si fanno sofisticate senza mai diventare leziose, rimandando in parte a certa canzone americana (James Taylor tra i riferimenti storicamente dichiarati dal Nostro) e in parte a coloriture sudamericane targate Veloso e Chico Buarqe e una schietta poetica del quotidiano." - IL MUCCHIO

"Canzoni che descrivono le varie sfumature dell'immenso, vedono il mare nella sua profonda e scoraggiante estensione, afferrano e plasmano le particelle della memoria, scorrono come onde senza essere stridenti, eliminano ogni discontinuità" - ROCKIT

16/01/09

Il video di Welcome Wagon



Il nuovo video per Don Vito Aiuto e sua moglie Monique tratto dal bellissimo "Welcome To The Welcome Wagon" prodotto da Sufjan Stevens e pubblicato dalla Asthmatic Kitty

MELODIE CHE SPRIGIONANO UN CALORE SCONOSCIUTO ALLA MAGGIORANZA DEI DISCHI INDIE, UNA INTIMITA' CONDIVISA E PIENA...E SUFJAN STEVENS, CERTO RILEVANTE SONICAMENTE, QUESTA VOLTA E' SOLO UNA COMPARSA. VITO E MONIQUE BASTANO E AVANZANO!" - BLOW UP

UN TRADEMARK CHE NON SAREBBE ESISTITO SENZA LA PRODUZIONE DI SUFJAN STEVENS CHE AGGIUNGE ALL’ALBUM GLI ELEMENTI CHE MANCAVANO, AFFINANDO LE CANZONI CON ARRANGIAMENTI MISURATI, EFFICACI, DAI TONI APERTI E DISTESI, ARMONIZZANDO LE IDEE MUSICALI IN UN DISOC DI SENSO COMPIUTO - JAM

DOVENDO SNOCCIOLARE QUALCHE OFFICIANTE, DIREI I LOW PIÙ ETEREI, LA PARTE MENO INFERVORATA DELLA COMBRICCOLA ELEPHANT 6, I POLYPHONIC SPREE OVVIAMENTE, POI IRON & WINE E APPUNTO MR. STEVENS. DETTO QUESTO, C’È APPUNTO LA SPECIFICITÀ DEL CASO IN QUESTIONE, OVVERO QUEL CERTO TALENTO CHE CONSENTE L’ACCADERE DI BALLATE COME HE NEVER SAID A MUMBLIN’ WORD, ROBA CHE NON SFIGUREREBBE AFFATTO NEL (ANZI AVVALOREREBBE IL) REPERTORIO DEI CALEXICO E FORSE UN PO’ ANCHE DEGLI STESSI LOW, COSÌ COME I AM A STRANGER FAREBBE LA GIOIA DEGLI PSEUDO-AMERICANI GOMEZ - SENTIRE ASCOLTARE

NON POTEVA MANCARE L’INCONFONDIBILE BANJO DI STEVENS NEL BRANO PIU’ EMOZIONANTE DEL LOTTO, I AM A STRANGER, UN CANTO ACCORATO CHE CRESCE LENTAMENTE, ESPLODE E SI FA SUSSURRO - ROCKERILLA

SUFJAN STEVENS HA DECISO DI METTERE MANO AL DEBUTTO DEL REVERENDO VITO AIUTO E DI SUA MOGLIE MONIQUE, MINISTRI DELLA CHIESA PRESBITERIANA DELLA RESURREZIONE. UNA DELLE PIU’ BELLE SORPRESE DI INIZIO ANNO - GQ

Alice Russell live on TV



Il video della performance live di Alice Russell a Canal Plus in Francia.

12/01/09

Il Nuovo Video Di Jim Jones Revue


Uno dei più esaltanti progetti garage-blues dell'anno appena trascorso, con il vocalist e leader dei mai troppo esaltati Thee Hypnotics.

JIM JONES E’ UN CANE BASTARDO. UNO CHE HA SCOPATO CON GLI SPIRITI E RESPIRATO LA CONDENSA DENTRO I CELLOFAN DEI VINILI DI STOOGES, BLUE CHEER E SONICS. CON GLI HYPNOTICS PRIMA, CON I BLACK MOSES DOPO. E’ ORA LA VOLTA DELLA SUA BAND PIU’ ROCK’N’ROLL. ROCK’N’ROLL MARCIO PER LA PRECISIONE - RUMORE

ALBUM REALMENTE ESPLOSIVO, PER IL QUALE LE QUATTRO STELLE NON SEMBRINO UN’ESAGERAZIONE - MUCCHIO

L’IMPROVVISATO QUADRILATERO MC5, SONICS, JERRY LEE, ELVIS HA TROVATO IN QUESTO DISCO UNA SOSTANZIOSA AREA - FREQUENZE INDIPENDENTI

C’E’ POCO TEMPO PER RILASSARSI, MAGARI GIUSTO QUELLO PER GUSTARSI UN NUMERO HONKY TONK COME ANOTHER DAZE…PER IL RESTO AVRETE TRA LE MANI UN DISCO FORSE SOPRA LE RIGHE MA ACROBATICO ED ESPLOSIVO COME POCHI - BLOW UP

MESSA SU IN APPENA QUARANTOTTO FORSENNATE ORE DI STUDIO, LA 'RIVISTA' A SUO NOME E' UN AUTENTICO SPETTACOLO PIROTECNICO, TRENTA MINUTI DI R'N'R PRIMITIVO, CRUDO, INCANDESCENTE E INCONTENIBILE COME UNA COLATA LAVICA - ROCKERILLA

11/12/08

The Fireman "Sing The Changes" video




“Sing the Changes” è un brano di grande impatto, vicino alle immortali armonie beatlesiane, con quei particolari fraseggi di chitarra che hanno per sempre determinato l’arrangiamento pop e che oggi risplendono di imprendibile classe. Curioso che uno dei dischi più freschi del mese venga proprio da un ex-Beatles in compagnia di una star minore degli anni ’80. Curioso ma vero.
BLOW UP – 7/10

il pompiere si mette a cantare. il risultato è uno dei dischi migliori di Paul Mccartney
JAM - disco del mese di dicembre

“Electric Arguments” è una grande lezione di ottima musica, talentuosa, imprevedibile e spiazzante, che se ne frega di generi precisi e scontatezze, ma prosegue a zig zag, così come hanno sempre fatto entrambi i suoi artefici
IL MUCCHIO - disco del mese di dicembre

gli arrangiamenti elettronici che contraddistinguono quasi tutto il materiale sono però ben lontani dalle atmosfere fredde e tecnologiche di dischi come Mccarteny II o dalla accozzaglia di suoni di Liverpool Sound Collage, le melodie sono spesso azzeccate e anche quando l’anima ambient/dance dei Firemn prevale, i brani sono comunque ascoltabili e godibili.
BUSCADERO - 3 stelle

diciamo che è un album del Macca con poche cerimonie, paraculo ma spiccio, talvolta piacevolmente bluesy: cioè meglio, a dirla tutta, dei CD ufficiali che il Sir ama proporci
XL - 3 stelle

“Don’t Stop Running” è il titolo dell’ultima traccia: un motto per il 66enne Macca, sempre con le sneakers ai piedi. A smettere di suonare per fortuna non ci pensa neanche
IL GIORNALE DELLA MUSICA

decisamente ispirato, vario, oserei affermare che siamo di fronte a uno dei dischi più convincenti di tutta la carriera solista di Macca e una prova ulteriore, se mai ce ne fosse bisogno, della dedizione del leader dei Beatles alla ricerca al di là del lato commerciale più famoso
ROCKERILLA – 8/10

“Electric Arguments” di destreggia fra le dodici battute e momenti quasi agresti (“Sun is Shining”), fra scosse r’n’r e wave (“Dance ‘Til We’re High”), usa armonica a bocca, elettronica dolce e, soprattutto, un mare di elettricità. Possiede un’energia e una curiosità che difettano a molti giovani, oggi: tredici pezzi per tredici giorni di incisioni, un viaggio nella psichedelica, nel rock di oggi e di ieri e una freschezza che fa apparire molto di ciò che circola attualmente scontato e risaputo.
AUDIOREVIEW – 8/10

Con “Electric Arguments” l’ex-Beatle torna alla forma canzone che esplora in maniera libera e fantasiosa: accanto a brani dal gusto un po’ retrò, trovano posto episodi sperimentali, eccentrici e dal soave tocco psichedelico
L’ESPRESSO

Insomma, un album di Paul McCartney più sperimentale e diverso, sebbene intimamente, immensamente suo, a cominciare dalla gestazione: tredici brani scritti e registrati da Paul in altrettanti giorni, a differenza delle produzioni iper-perfette alle quali Macca ci ha spesso abituato. Da beatlesiano fedele e devoto, lo segnalo come uno dei dischi migliori e più eclettici di Paul dopo I Beatles. E scusate se è poco!
ONDAROCK – 7,5/10

Gran bell’album, variegato ed esplorativo, tradizionalmente innovativo, fra il rock e l’ambient, tra il pop e la dance, l’acustica e l’elettronica.
ROCKSTAR – 4 stelle

20/11/08

David Byrne & Brian Eno - Strange Overtones


“In definitiva, Everything That Happens Will Happen Today mostra come la musica possa guarire persino quando non riesce a curare. Quello che pare importante è la speranza collettiva in un qualche evento, incanalata in forma di canzone da una coppia di antichi visionari la cui musica pare tuttora destinata a ispirare giovani gruppi. E noi”- ROLLING STONE

“Questo è un disco di canzoni pop, scritte da Eno e cantate (benissimo) da Byrne. A prima vista è tutto semplice, quasi banale: citazioni da Paul Simon (Home) e Neil Young (Life Is Long), funk postmoderno (Strange Overtones) e prove di pop perfetto sparse un po’ ovunque” - XL

“La qualità della scrittura è quella del miglior Eno autore di canzonette: la title track, con quel placido emergere dall’ambiente sonoro, non sfigurerebbe su Before and After Science. Home cita a tratti il canzoniere di Simon & Garfunkel, il singolo Strange Overtones distribuito gratuitamente in rete da qualche mese gioca con il groove e con i trucchi della produzione dance, regalando un elsatico ed elegante funk postmoderno” – IL MUCCHIO

“Viene fuori un suono ricco di suggestioni dove convivono chitarre acustiche ed e-bow, note sparse di pianoforte e fredde programmazioni, hurdy gurdy e batteria elettronica, ottoni e tastiere. Un suono tutto sommato defilato, cheè questo è un disco più di Byrne che di Eno. E’ pop, ma senza la grana grossolana della roba da classifica” - JAM

29/10/08

Il nuovo album degli Electric Six



Torna in pista il colorato collettivo statunitense con quello che è il suo effettivo quinto album, dall’emblematico titolo "Flashy", pubblicato questa volta da Round Records. Celebri per aver confezionato due assolute hit internazionali come "High Voltage" e "Gay Bar", i nostri tornano senza snaturare quello che è il loro caratteristico sound, fatto di cimeli electro pop resi ancor più imperdibili dalla pertinenza con certi numeri del più corale rock anni ’60. Un disco che farà ancora la fortuna delle radio alternative, grazie alla sua verve sbarazzina e ad un’essenzialità glam pop che è già leggenda. Il disco si apre con il sequel “Gay Bar Part 2” , per passare alle chitarre pesanti del primo singolo estratto “Formula 409” , impregnato di motivi e ‘fattezze’ psichedeliche. Poi il solito turbinio di citazioni, che ha già reso celebre l’allegra ciurma, che dell’eccesso domestico e musicale ha fatto un invidiabile biglietto da visita. C’è addirittura lo scimmiottamento di Billy Idol in "We Were Witchy Witchy White Women", il pop dai tratti acustici di "Watching Evil Empires Fall Apart", le smorfie elettroniche di "Making Progress" e le chitarre spagnole nel groove macchinoso di "Heavy Women". E’ dunque questo il disco della vera maturità per gli Electric Six, che al meglio della loro condizione sciorinano tutto il proprio sapere sull’argomento pop, fatto anche di paillettes e numeri rock a muso duro. Del gruppo di Detroit apprezzerete nuovamente il grado di emancipazione, perchè è innegabile che gli Electric Six sia per contenuti testuali che per sound continuano ad essere una voce fuori dal coro. Se amate l’America realmente alternativa non farete fatica ad aggiudicarvi questo disco. Altrimenti – è evidente – sarete nelle mani del nemico e delle sue fraudolenti multinazionali.

Eccovi il video di Formula 409



11/09/08

Deerhoof in anteprima su Pitchfork

Qui su Pitchfork potete vedere un anteprima dei Deerhoof dal vivo con un pezzo che sarà il primo singolo tratto dal nuovo album "Offend Maggie!" in uscita ai primi di ottobre per Kill Rock Stars.



**Pitchfork.tv Video Premiere** // This video for the first single from the forthcoming album, Offend Maggie, was shot & recorded in June 2008 in Tokyo.

29/08/08

Pete Molinari

Due nuovi video per Pete Molinari tratti dallo splendido "A Virtual Landslide".