18/11/08

Paul Flaherty - Bill Nace - Thurston Moore



Il sassofonista Paul Flaherty appartiene alla categoria di jazzisti radicali che riconosce in Albert Ayler, John Gilmore, Peter Brotzmann ed Arthur Doyle i suoi padri putativi. Già attivo sulle scene nella seconda metà degli anni ’70 (con il gruppo impro-jazz-rock Orange) il nostro ha continuato per tutti gli anni ’80 e ’90 ad imperversare nella locale scena di Northampton, Massachusetts, in tempi più recenti accompagnato dal batterista Chris Corsano.

Bill Nace può a ragione essere considerato tra gli antesignani di quello che oggi comunemente chiamiamo noise, il suo morboso approccio chitarristico ha segnato molte uscite indipendenti, fossero di estrazione più rumorista o vagamente weird-folk, tanto è vero che il suo nome è stato associato a quello di Wooden Wand (depositari della più bucolica e spettrale tradizione psichedelica americana) e Chris Spencer (polistrumentista dall’approccio sinceramente intimidatorio).

Il trio si completa con Thurston Moore alla chitarra, figura sempre avvezza alla sfida e vero e proprio magnate con la sua Ecstatic Peace per tutta una scena sotterranea, che spesso ha aggredito le convinzioni del mainstream. Flaherty e Moore si erano già messi in società con Chris Corsano, sia in trio che in quartetto (con l’aggiunta di un secondo sassofono, quello di Wally Shoup). Lo stesso Bill Nace aveva incontrato Moore ripetutamente, mettendo in piedi il ritualistico duo impro Northampton Wools, del quale si attende a breve un album per Ecstatic Peace.

Sono tre i brani venuti alla luce in questa session (titoli espliciti come “sex”’ “drugs” and “lavender”), uno di breve durata, due decisamente lunghi. E’ un primo esempio di quanto abbia potuto creare il trio, assolutamente libero da costrizioni di sorta e capace di immolarsi nel regno della più energica e bruciante free music.


17/11/08

Paul McCartney e Youth parlano del nuovo disco in uscita venerdì 21 novembre - The Fireman "Electric Arguments"

Omar Rodriguez Lopez su Stones Throw


Siamo di fronte ad uno degli artisti più prolifici del nostro tempo. Un uomo per cui la pianificazione discografica è una vaga opinione, un musicista il cui impulso creativo sembra non conoscere freni inibitori. Dai tempi in cui ‘aggrediva’ i palchi di mezzo mondo con una delle formazioni prototipo del nuovo emo-core – gli At The Drive In – alla sua multiforme carriera solista ne è passato davvero molto di tempo. Eppure gli stimoli non sembrano mancare ad Omar, che durante i lunghi – e salutari – congedi dal gruppo madre Mars Volta, sembra esser votato ad ampliare il suo raggio d’azione, costantemente. Dopo gli album per GSL e Willie Anderson, il chitarrista si accasa preso Stones Throw, con quello che possiamo definire un autentico colpo di coda. Data la natura dell’etichetta californiana – specializzata nel più moderno e sorprendente hip hop come nella riproposizione dei cosiddetti rare grooves – la curiosità era davvero tanta.

Old Money conserva tutti i tratti salienti dello stile del chitarrista, offrendo spunto a lunghe divagazioni prog-rock, ad anfetaminiche jam acid-rock e ad interessanti forzature etno-psichedeliche. Tra le righe è possibile scorgere dei link con la più estroversa cultura black dei seventies, tanto che lo stile di Rodriguez è in qualche misura influenzato dal mitico Eddie Hazel dei Funkadelic, come la sua musica può a tratti avvicinarsi ad altri eroi della ‘coscienza nera’ come Black Merda, Black Sugar od i progressivi inglesi Demon Fuzz.

Quindi non vi stupisca più di tanto l’associazione con Stones Throw, se è vero che gli stessi Mars Volta adorano produttori come Madlib e vecchie leggende della musica più off americana come Gary Wilson e Stark Reality, che proprio grazie all’etichetta di Peanut Butter Wolf hanno conosciuto una seconda giovinezza.

Old Money è un disco ovviamente eclettico, poderoso, bilanciato tra un sapere cosmico ed una fascinazione world da non sottovalutare. E’ la crescita artistica dell’artista, completamente a suo agio e capace di puntare ad obiettivi fino a poco tempo fa nemmeno immaginabili.

Un altro passo importante vero il crossover totale, per una delle menti più fertili del nostro tempo.

Il disco uscirà a Gennaio 2009

14/11/08

Introducing Mr.Chop



Coz Littler, in arte Mr. Chop, può definirsi un veterano del nu jazz, con già numerose pubblicazioni a suo nome per alcuni dei più prestigiosi marchi underground internazionali. Il suo nome è stato già associato a label quali A.P.E., Stark Reality (etichetta amministrata dal piccolo vate Gerald “Jazzman” Short’) e più recentemente Jazz&Milk Records, ragione sociale tedesca, ma non per questo timida nel rilasciare ottimi rare grooves.

Il suo debutto per Now-Again – gemella della californiana Stones Throw di Peanut Butter Wolf – dovrebbe scuotere più di una coscienza. E’ uno di quei classici viaggi strumentali che non concede respiro, una danza infinita, condotta superbamente da uno stuolo di musicisti che non ci risparmia alcun volteggio elettrico. E’ la naturale introduzione a questo produttore/polistrumentista che non ha mai fatto mistero di apprezzare le musiche ed i sapori di mezzo mondo. Per Lightworlds si è circondato di altre figure capaci di interpretare la sua analoga visione: Malcolm Catto siede alla batteria e Jake Ferguson degli Heliocentrics si esibisce al basso. Uno stuolo di session men inglesi con pedigree ‘avanzato’ contribuisce poi a colorar ulteriormente l’Ep, registrato presso gli Ape Studios nel Cheshire. Quello che ascolterete è un ibrido futurista che oltre a conservare delle spettacolari qualità cinematiche (vale la lezione di John Barry, ma anche quella dei grandi compositori italiani) affronta i meandri del kraut rock e del jazz dalle tinte più psichedeliche
Se il buongiorno si vede dal mattino, presto avremo un collettivo capace di rinverdire i fasti della cosiddetta ‘library music’. Sette tracce per un onirico universo parallelo.

Il disco, disponibile in download digitale, vedrà unicamente la luce in una versione vinile limitata, ma non è altro che la succosa anteprima ad un album completo schedulato per il 2009.

13/11/08

Bjork e Thom York in "Nattura"



L'eclettica vocalist islandese esce con un nuovo singolo, la via più semplice per promuovere un’importante causa naturalista. Pubblicato da One Little Indian in formato digitale, "Nattura" è un brano manifesto a supporto dell’omonima campagna a cui saranno interamente devoluti i guadagni della vendita su iTunes.

Il singolo sostiene idealmente la campagna di Nattura, il cui intento è quello di promuovere opzioni eco-sostenibili per tutto il territorio islandese, generando spontanee alternative energetiche col fine di utilizzare le risorse fisiche del suolo dell'isola. Nelle stesse parole di Bjork: “Io credo che il profitto, lo sviluppo tecnologico e il rispetto comune della natura siano cose che possano andare a braccetto. Nessuno di questi elementi deve essere sacrificato a spese dell’altro.”

Il nuovo singolo è scritto e prodotto da Björk e può contare su un cameo di Thom Yorke dei Radiohead, del quale potete apprezzare la duttile voce in sottofondo. Il tentacolare batterista dei Lightning Bolt Brian Chippendale siede dietro le pelli, sua signoria Matthew Herbert è al synth/bass mentre la vecchia volpe Mark Bell si occupa degli ulteriori beats digitali. Costruito su un pazzesco ritmo tribale, il pezzo porta prepotentemente in superficie l’elemento natura: una celebrazione della propria madre terra per la popstar islandese, nella speranza che tutti gli abitanti dell’isola possano armarsi in questa corsa verso la ricerca eco-sostenibile.

Al momento Bjork non ha realizzato nessun video a supporto del brano, ma su Youtube potete trovare già numerose clip realizzate dai sempre creativi fan della piccola islandese.

Abbiamo scelto per voi questa




12/11/08

Nuovo Progetto Discografico per David Tibet

David Tibet dues ex-machina di Current 93, unitamente a Mark Logan di Jnana Records e ad Andria Degens di Durtro Records, annunciano la nascita di un nuovo marchio, una sussidiaria di Durtro Jnana, chiamata Coptic Cat.
Coptic Cat sarà l’etichetta per cui usciranno le future pubblicazioni di David Tibet, Current 93,
Anok Pe Current 93 e degli altri progetti satellitari del nostro. Durtro Jnana continuerà nel contempo a stampare tutto il vecchio catalogo di Current 93, assieme ai titoli degli altri artisti presenti in archivio.
Tra le pubblicazioni imminenti in catalogo di Anok Pe CURRENT 93 segnaliamo:

BIRTH CANAL BLUES STUDIO CDEP
BIRTH CANAL BLUES LIVE CDEP (disponibile unicamente per corrispondenza)
BIRTH CANAL BLUES LIVE/STUDIO 12”
INVOCATION OF HALLUCINATORY MOUNTAIN 2CD

Con una scaletta di per sè ricca ed invitante, Coptic Cat si farà portavoce di tutti i progetti che portano la firma di David Tibet, sia sotto la sigla originaria di Current 93 e attraverso i numerosi monicker generati dal ‘perverso’ universo dell’artista inglese.

Nel particolare Birth Canal Blues è la prima pubblicazione della nuova joint venture Anok Pe CURRENT 93, line-up aperta, al solito capitanata da Tibet. La suite che anima il lavoro esiste nella versione studio e live, con due formazioni completamente sconvolte. La performance dal vivo è stata immortalata nell Aprile del 2008 all’olandese Roadburn festival (manifestazione nell’occasione curata dallo stesso Tibet). Per lo show il gruppo comprendeva numerosi musicisti di fama internazionale: Baby Dee, Andrew W.K., Matt Sweeney, John Contreras, William Breeze, Keith Wood, Alex Neilson, Joolie Wood, Andrew Liles, Stephen Emmel e Maja Elliott.
La versione da studio è stata unicamente costruita da David Tibet, Baby Dee e Andrew Liles. E’ l’inizio di una molto attesa trilogia a titolo Hallucinatory Mountain, che conoscerà il suo culmine ad inizio 2009 con l’apocalittica uscita Invocation Of Hallucinatory Mountain.

11/11/08

Jem Cohen - Evening's Civil Twilight In Empires Of Tin

Per l’edizione del 2007 dell’ International Film Festival di Vienna (Viennale), il regista di origine newyorkese Jem Cohen, riceve una commissione per chiudere l’evento, da qui il suo personale contributo a titolo Evening's Civil Twilight In Empires Of Tin. Un pezzo ispirato dalla novella di Joseph Roth The Radetsky March, sorta di meditazione sul declino degli imperi, ottenuta sovrapponendo immagini dal palco al crepuscolo di Hapsburg (uno dei più celebri casati austriaci) durante la prima guerra mondiale con riprese della Vienna dei giorni nostri, affiancate alle quotidiani riflessioni dello stesso Cohen, che dalla sua città natale di Brooklyn, NY, esamina le ‘nefandezze’ dell’impero americano. La narrazione, dai tratti impressionistici, è realizzata attraverso letture dal vivo degli scritti di Joseph Roth, ed una colonna sonora ad hoc creata da Vic Chesnutt, in collaborazione con membri di A Silver Mt Zion, Guy Piciotto (Fugazi) e della formazione indie newyorkese The Quavers.
La musica include fantastiche improvvisazioni, una toccante interpretazione della Radetsky March di Strauss ed alcune toccanti riletture di originali dello stesso Chesnutt. Il risultato si traduce in un pop cameristico dai tratti allucinati, un’alternanza di sketch musicali che ben si sposano alla poetica di Roth Il DVD figlio di questa naturale ibridazione offre numerosi spunti anche dal punto di vista politico, una performance multimediale che mantiene un atteggiamento critico sulle tematiche del nuovo imperialismo. Il film, facendosi forza su questo argomento, ha letteralmente trionfato alla Viennale, rappresentando uno dei punti fermi dell’intera manifestazione. Empires Of Tin è co-prodotto dalla Viennale e dall’etichetta indipendente canadese Constellation, la sua premiere è stata in ottobre, proprio in occasione dell’ultima edizione della manifestazione austriaca. Per Jem Cohen si tratta di un ulteriore trionfo artistico, dopo aver immortalato i Fugazi nello strepitoso documentario on the road ‘Instrument'

10/11/08

Sufjan Stevens presenta: The Welcome Wagon

Con la produzione e benedizione – è proprio il caso di dirlo – di Sufjan Stevens , una coppia di pastori presbiteriani (Vito Aiuto e Monique) ci consegna uno splendido album bucolico in 12 episodi che rivede i fondamenti del pop e del country/folk a stelle e strisce attraverso interpretazioni ispirate alle letture sacre. Un esperimento affascinante e un disco da amare.

Su questo link è possibile ascoltare il bellissimo singolo intitolato "Sold! To the Nice Rich Man"

Welcome Wagon esce il 9 Dicembre su Asthmatic Kitty

07/11/08

Diario Di Uno Scuro - Cronache criminali di un mafioso pugliese

Curata da Goodfellas/Fridge la colonna sonora del documentario "Diario di uno scuro" in onda il 26/11 su Cult.


DIARIO DI UNO SCURO - Cronache criminali di un mafioso pugliese

IN ONDA MERCOLEDÌ 26 NOVEMBRE ALLE 21:30

La parabola di una vita criminale, dagli anni '80 a oggi, nel racconto in prima persona di un boss pugliese della Sacra Corona Unita, Antonio Perrone, e di sua moglie Daniela. DIARIO DI UNO SCURO, in onda su Cult (canale 142 di SKY) mercoledì 26 novembre alle 21:30, è la storia di un ragazzo del Sud, nato in una benestante famiglia del Salento, studente universitario, che inseguendo il sogno di "una vita al massimo" si ritrova coinvolto in una corsa inarrestabile verso il baratro. Una tragica epopea che porta Perrone a raggiungere i vertici dell'organizzazione mafiosa ma anche ad affrontare il calvario e la solitudine di 49 anni di carcere duro, buona parte trascorsi in isolamento.
Un viaggio in nero che inizia nella Puglia dei primi anni '80, quando nasce un'organizzazione criminale spietata e decisa ad emergere e distaccarsi dalle altre mafie italiane, che si impadronisce improvvisamente del territorio.
La Sacra Corona Unita, anche detta Quarta Mafia, nasce dalla brama di potere di un gruppo di criminali locali e prospera tenendo sotto scacco la regione per dieci lunghi anni. E' capeggiata da giovani sbandati, esaltati dai miti cinematografici all'insegna del crimine e della violenza. Vogliono vivere alla grande. E vivere per loro significa soldi, discoteche, coca, ragazze e automobili costose. Diventano i protagonisti di una scalata al potere vertiginosa e spregiudicata che li conduce però a un'altrettanto improvvisa capitolazione.
Antonio Perrone era uno di loro. Non si è mai pentito, in termini strettamente giudiziari, il che non gli ha permesso di uscire dall'isolamento del carcere duro per molti anni, ma ha più volte affermato di aver chiuso col suo passato.
Diario di uno scuro, prodotto da Fluid Video Crew/Citrullo per Fox Channels Italy è il taccuino di memorie di un boss detronizzato, e della sua compagna, che rievoca quei giorni di vita drammatici e fatali di cui sono stati entrambi, per sorte e per inclinazione, tragici protagonisti.
Il documentario - la storia vera che ha ispirato il film FINE PENA MAI di Davide Barletti e Lorenzo Conte con protagonisti Claudio Santamaria e Valentina Cervi, uscito in sala in Italia nella scorsa primavera – è l'ultimo appuntamento del ciclo MALA VITE, tutti i mercoledì alle 21.30 su Cult

Le musiche del documentario sono tratte dalla nostra library e includono anche Artisti come Brutopop, Port-Royal e i Kiddycar.

06/11/08

Nebula e Monster Magnet a Milano



I Nebula apriranno la data italiana dei Monster Magnet
il 23 novembre all'Alcatraz di Milano
se queste non sono buone notizie...

Earthless "Live At Roadburn"



Prendetela come una celebrazione, l’esibirsi dal vivo al Roadbrun Festival di Tilburg, Olanda, assume significati reconditi, che ci portano direttamente indietro alle più rumorose ed affollate stagioni del rock duro. Registrare un album dal vivo in quell’occasione è come raggiungere una piccola vetta nei circuiti della più rumorosa e sublime musica chitarristica. Se un tempo si inneggiava a quei magnifici concerti immortalati dal vivo al Budokan (in Giappone) o all’Hammersmith Odeon di Londra, oggi la geografia del nuovo hard rock pone in rilievo il festival olandese, con i suoi numerosi protagonisti. Ed i californiani Earthless sono già una leggenda di per sé. Con il carismatico Mario Rubalcaba dietro le pelli, enfant prodige ed un tempo pro-skater. Dai suoi trascorsi hardcore con 411, Chicano Christ ed i mitologici Clikatat Ikatowi (Gravity records, un ‘istituzione dalle parti di San Diego) alla maturazione, prima come effettivo nei Black Heart Procession, successivamente con l’ultima incarnazione dei Rocket From The Crypt e di conseguenza negli Hot Snakes. Lui è il motore propulsivo, sul quale si innestano le girandole soniche del chitarrista Isaiah Mitchell (già con i fondamentali Nebula e per un periodo nei Drunk Horse) e del bassista Mike Eginton (ex-Electric Nazarene). Il fatto che gli Earthless siano un gruppo davvero particolare è dato dalla loro presenza sul palco principale del Roadburn, un’occasione più unica che rara, date le circostanze. Il gruppo headliner di quell’edizione – per questioni di privacy ci riserviamo di fare il loro nome, ma sicuramente ai più smaliziati cultori del gente non mancherà occasione di scandagliare negli archivi – rinunciò alle sue due ore di set, lasciando quindi uno strategico spazio da colmare proprio sul main stage. In accordo con gli organizzatori della manifestazione gli Earthless saltano sul palco, pronti a fronteggiare una masnada di rocker, circa 2000 persone affamate di buone vibrazioni. L’opportunità è talmente ghiotta che gli Earthless liberano un fiotto d’energia pari a pochissimi altri. Ed è proprio la dimensione live che rende maggiormente giustizia al power trio, catturato all’apice della sua propulsiva potenza, in un diabolico crescendo psichedelico, che è la loro stessa ragione d’essere. Per certi versi monumentali, basta dare un’occhiata alla durata delle singole tracce per carpire il senso dell’infinito in musica.

05/11/08

Tour italiano per Pete Molinari


Giovedì 13 Novembre 2008
Firenze @ Ex Fila

Venerdì 14 Novembre 2008
Cesena @ RetroPop Club

Sabato 15 Novembre 2008
Ravenna @ Bronson

Domenica 16 Novembre 2008
Roma @ Circolo degli Artisti

"Nella miriade di nuovi folk che affrontiamo ogni giorno, un disco così risalta come una pietra grezza, unisce puntini noti per ipotizzare un disegno nuovo, o meglio, un disegno che del nuovo non si preoccupa, forte solo di dodici splendide canzoni." Blow Up - Maggio 2008 Voto 8

"Prendete la polvere delle highways battute da Kerouac e Fante, la poesia da treno merci di Woody Guthrie, i lamenti dell'armonica di Dylan al Cafè Wha?, il tempo immobile scandito da un vecchio blues nei vicoli di Nashville, il sottile tormento di Roy Orbison e le fitte lancinanti di Hank Williams: questo è Pete Molinari" Rumore - Maggio 2008 Voto 8

"E' più pop e accattivante di Dylan, ha le coloriture di country soul bianco, senti aleggiare Johnny Cash e Hank Williams, annusi ventate del primo 'n'r, tanto che potrebbe essere stato registrato da Sam Phillips nei Sun Studios (I Came Out Of The Wilderness)" Il Mucchio - Maggio 2008 4 stelle

"Blues e rock delle radici questo meticcio ci sa fare" XL/La Repubblica - Maggio 2008 4 stelle

'"it Came Out Of The Wilderness" sembra una session di Highway 61 Revisited del musicista di Duluth, così come "" ha di diverso soltanto il cantato vibrato e troppo acuto di Molinari. Ma è impressionate anche l'eco della Sun Records, del Country di Hank Williams e del Folk di Woody Guthrie. Tanto vicini quasi da toccarli, propro ora, nel 2008." Jam - Maggio 2008

"La cosa straordinaria è che alla fine di "A Virtual Landslide" abbiamo la bella impressione che Pete abbia compiuto un miracolo: evitare un disco vintage, regalandoci così 12 canzoni senza tempo." Rodeo - Maggio 2008

"Pete Molinari non fa musica di oggi. Inserire "A Virtual Landslide" nel cd player è come accendere una radio sintonizzata a cavallo tra gli anni '50 e '60. Tornando a casa con 12 tracce Folk Blues velatamente intinte di Pop e Soul." Rockerilla - Maggio 2008


www.petemolinari.co.uk/
www.myspace.com/petemolinari
www.damagedgoods.co.uk/
www.grindinghalt.it

04/11/08

Yes We Can!


Daptone Family Fundraiser for Barack Obama from mcr on Vimeo.

La maggioranza dello showbiz statunitense si è schierato a favore dell'elezione di Barack Obama noi come testimonial abbiamo scelto questo live della scuderia Daptone Records.

Can I Kick It? Yes You can.

03/11/08

Eli "Paperboy" Reed - In Concerto!



ELI PAPER BOY REED AND THE TRUE LOVES in concerto in Italia

Sabato 8 Novembre - Rimini @ Velvet

Arriva in Italia per una data esclusiva al Velvet di Rimini ELI PAPER BOY REED ed i suoi TRUE LOVES. La scena soul mondiale può contare su una nuova stella. Dal vivo in al Velvet di Rimini l’8 Novembre.

Eli ‘Paperboy’ Reed è l’enfant prodige della nuova scena soul, la nemesi di Amy Winehouse. Le riviste di tutto il mondo hanno parlato di Eli Paper Boy Reed come di un bianco slavato che nonostante l’età imberbe imbraccia la sei corde con il mestiere di un veterano, lasciando tutti di stucco quando è il momento di ‘far parlare’ l’ugola. Una passione la sua che si estende ben oltre i confini della semplice ispirazione. Eli è stato toccato dagli dei – neri – e porta in dote una voce formidabile, un falsetto che a volta lascia intravedere le sagome di Otis Redding e Sam Cooke.

Il giovane virgulto di Boston è stato già salutato oltreoceano dalla stampa specializzata come la risposta maschile ad Amy Winehouse, un paragone che forse può far storcere il naso, ma a ben vedere risulta quanto meno credibile, tanto è concreto il suo feeling con i maestri e depositari del verbo soul. Assieme alla sua backing band The True Loves costituisce un organico la cui coesione è invidiabile.

Essenziale eppure arrangiato con dovizia di particolari il suo album di debutto – Roll With You - è una vitale rincorsa verso canoni gospel, con numeri up-tempo che volentieri cedono il passo a passionali ballate, in uno stile che non possiamo non definire classico.

Canoni, o meglio, rivisitazioni compiute con la leggerezza tipica di un’artista contemporaneo, che certo non teme i paragoni ingombranti con i grandi del passato. Cimentarsi in un’opera prima così ricca e coinvolgente non è cosa da poco. Ormai le incertezze sono alle spalle: una nuova stella è nata.

• "Un disco superbo" - Il Venerdi Di Repubblica

• "Un'ondata di classic soul che sorpassa anche Amy Winehouse" 5 STELLE XL/La Repubblica

• "Dopo Amy Winehouse e Duffy, che hanno avuto il merito di riportare in ambito pop un genere classico come il soul, Eli si spinge ancora più avanti e recupera la radice della black music più pura, passando dal gospel al blues e al funky con una naturalezza incredibile." MTV.IT

31/10/08

Tragedy - All Metal Tribute To The Bee Gees



Sulla stessa scia di Spinal Tap o dei più oltraggiosi tributi all’orrorifico teatro rock’nroll – pensate a tutto il viscerale e cocainomane sarcasmo dei The Darkness - sembrano insediarsi i tre newyorkesi Tragedy, che davvero non fanno alcun mistero della loro insalubre passione. Amanti dei travestimenti più glamour, circensi per definizione ed animali da palcoscenico per destinazione.

Iniziamo pure con i loro pseudonimi, prima di svelare l’arcano: Barry Glibb (voce, chitarre, piano) Mo’royce Peterson (voce, chitarre) e Robin Gibbens (voce, cowbell, tamburino e gong). Vi dicono nulla questi nomignoli storpiati? Esatto, siamo di fronte ad una delle più impensabili cover band dei Bee Gees, arrivano dalla grande mela, sono un’ottetto e suonano fondamentalmente hard rock. Sono tre le figure di spicco – parafrasando proprio i fratelli Gibbs – in questa formazione ampia che prevede anche tastiere, una sezione fiati e l’ovvio stuolo di coriste. Ecco così che i tormentoni dell’era disco terminano nelle mani di questi stilosi rockers, che con la giusta dose di veleno ed ironia verniciano le sbarazzine hit del sabato sera con staffilate metalliche al vetriolo. Ci aveva già pensato Ozzy Osbourne a vituperare evergreen come "Stayin’ Alive", ora i Tragedy ampliano il programma, senza alcun timore reverenziale.

Non manca nessun titolo di forza all’appello: da "Night Fever" a "How Deep Is Your Love" (dimenticate la melensa versione dei Take That…), passando per "Jive Talkin’" e "More Than A Woman". L’idea di scritturare questi ironici musicisti tuttofare è venuta al leader dei Wildhearts Ginger, che per la sua Round - distribuzione mondiale a cura della britannica Cargo – non ha esitato a richiedere prestazioni davvero speciali ai nostri. La prima di queste riguarda il tour di spalla agli stessi – redivivi - Wildhearts in lungo e in largo per le lande britanniche, con tappa culmine allo Shepherd Bush’s Empire di Londra in compagnia degli Electric Six. Sappiate che per loro ha già perso la testa Bruce Dickinson degli Iron Maiden, che li ha definiti come una delle più spassose realtà del rock moderno. Nel suo show radiofonico alla BBC, il buon Bruce ha selezionato i Tragedy tra ZZ Top ed Ac/Dc, se questo vi pare un segnale da poco…E’ il trionfale ritorno del glitter, armatevi di quegli improbabili abiti e ricordate di sostituire alle luci stroboscopiche l’immagine confortante di una bella Gibson Les Paul.