Visualizzazione post con etichetta Vic Chesnutt. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vic Chesnutt. Mostra tutti i post

12/10/09

Grand Hart torna con un atteso disco solista


Si chiama "Hot Wax" ed è il nuovo biglietto da visita dell’ex-voce e batteria degli Hüsker Dü Grant Hart, un uomo che ha fatto la storia della musica indipendente americana. E più in generale del rock targato anni ’80, demolendo in pratica l’estetica hardcore e trasportandola in un parallelo universo sixties pop. Dopo anni di forzato ritiro dalle scene e dopo aver esaurito anche le creazioni a sigla Nova Mob, Hart si rimette in discussione. Il risultato è un album scritto in completa solitudine ed arrangiato con pochi amici fidati. Alcuni davvero sorprendenti. "Hot Wax" è stato infatti concepito tra la natia Minneapolis e Montreal, presso gli studi di proprietà di A Silver Mt Zion. Se volete un’operazione analoga a quella consumata con Vic Chesnutt, dove i musicisti canadesi eseguono con buona personalità i brani scritti dallo stesso Hart. Che in questo album svela definitivamente la passione per i Byrds – già palese ai tempi degli Husker Du – mettendo insieme alcuni clamorosi esempi di flower power pop. Disco dunque bagnato nel rock’n’roll più ancestrale come nella psichedelica più solare, con organi sferzanti e percussioni martellanti. La sua voce poi, un toccasana contro ogni più recondita nostalgia. La seconda (o terza?) vita di uno dei più grandi scrittori degli ultimi 25 anni.

26/08/09

Vic Chesnutt - At The Cut

Nemmeno il tempo di celebrare la sua gioiosa collaborazione con Elf Power che il grande cantautore di Athens, Georgia, torna a scandagliare tra gli anfratti più oscuri del suo essere. Ripartendo proprio da quella collaborazione del 2007 a titolo North Star Deserter, che segnò l’ingresso nella scuderia Constellation oltre che l’avvincente intesa con gli eroi locali Thee Silver Mt. Zion., Vic Chesnutt si riscopre Caronte del nuovo folk rock imperversando con voce e liriche all’interno di un disco ancora una volta impeccabile. Con At The Cut è dunque ristabilito il contatto con la florida scena indipendente di Montreal, per un disco che sbaraglia la concorrenza dei più intellettuali cantautori contemporanei. Per Vic anche gli argomenti più spinosi sono all’ordine del giorno, autentico sopravvissuto – dall’età di 18 anni è su una sedia a rotelle a causa di un rovinoso incidente d’auto – conduce per mano l’ascoltatore, nel libro dei ricordi, parlando spesso anche del suo sud e dell’America del nuovo secolo. Il tutto con uno stile sempre romanzato, dove è un certo umanismo a prendere il sopravvento. Ballate dolenti ed arrangiamenti che spesso spostano l’attenzione verso un rock d’avanguardia, dai contorni ovviamente sfuggenti. Da una parte il fantasma del Dylan che raccoglieva le istantanee della polverosa America del dopoguerra, dall’altra lo spirito di un collettivo che ha portato l’elettricità a livelli di sublime intimismo. Il brano di apertura Coward era stato originariamente presentato alla Viennale Film Festival in occasione del lungometraggio presentato dal regista Jem Cohen, An Evening’s Twilight In Empires Of Tin. Da quella fruttuosa collaborazione l’omonimo dvd che ha introdotto Constellation al mondo della multimedialità. Le foto del lussuoso libretto di At The Cut sono opera dello stesso cineasta americano ed aggiungono una coltre di opaco romanticismo all’insieme. Sin d’ora il ritorno di fiamma tra l’uomo di Athens ed il collettivo del Quebec è destinato a segnare la seconda parte di questo 2009.

At The Cut Esce In Europa il 21 Settembre

11/11/08

Jem Cohen - Evening's Civil Twilight In Empires Of Tin

Per l’edizione del 2007 dell’ International Film Festival di Vienna (Viennale), il regista di origine newyorkese Jem Cohen, riceve una commissione per chiudere l’evento, da qui il suo personale contributo a titolo Evening's Civil Twilight In Empires Of Tin. Un pezzo ispirato dalla novella di Joseph Roth The Radetsky March, sorta di meditazione sul declino degli imperi, ottenuta sovrapponendo immagini dal palco al crepuscolo di Hapsburg (uno dei più celebri casati austriaci) durante la prima guerra mondiale con riprese della Vienna dei giorni nostri, affiancate alle quotidiani riflessioni dello stesso Cohen, che dalla sua città natale di Brooklyn, NY, esamina le ‘nefandezze’ dell’impero americano. La narrazione, dai tratti impressionistici, è realizzata attraverso letture dal vivo degli scritti di Joseph Roth, ed una colonna sonora ad hoc creata da Vic Chesnutt, in collaborazione con membri di A Silver Mt Zion, Guy Piciotto (Fugazi) e della formazione indie newyorkese The Quavers.
La musica include fantastiche improvvisazioni, una toccante interpretazione della Radetsky March di Strauss ed alcune toccanti riletture di originali dello stesso Chesnutt. Il risultato si traduce in un pop cameristico dai tratti allucinati, un’alternanza di sketch musicali che ben si sposano alla poetica di Roth Il DVD figlio di questa naturale ibridazione offre numerosi spunti anche dal punto di vista politico, una performance multimediale che mantiene un atteggiamento critico sulle tematiche del nuovo imperialismo. Il film, facendosi forza su questo argomento, ha letteralmente trionfato alla Viennale, rappresentando uno dei punti fermi dell’intera manifestazione. Empires Of Tin è co-prodotto dalla Viennale e dall’etichetta indipendente canadese Constellation, la sua premiere è stata in ottobre, proprio in occasione dell’ultima edizione della manifestazione austriaca. Per Jem Cohen si tratta di un ulteriore trionfo artistico, dopo aver immortalato i Fugazi nello strepitoso documentario on the road ‘Instrument'

23/09/08

Dark Developments

Dopo l’exploit dello scorso anno con “North Star Deserter”, album registrato in compagnia di membri assortiti di A Silver Mt Zion e di Guy Picciotto (Fugazi), Vic Chesnutt deve aver conosciuto una seconda giovinezza artistica, tanto da riabbracciare nuovamente l’idea della collaborazione estesa, dopo una vita spesa a cementare le sue credenziali di cantautore solista.

Stiamo parlando di una delle icone del nuovo folk americano, una personalità fortissima, che nonostante le disavventure personali ha avuto modo di affermarsi prepotentemente negli ambiti discografici che contano, forte anche del benestare di alcuni personaggi in vista del music biz, come Peter Buck dei R.E.M. ad esempio. E’ la statunitense Orange Twin a celebrare questo nuovo incontro. Le canzoni di Vic sono concepite con un gruppo di veterani del collettivo Elephant 6 (lo stesso di Neutral Milk Hotel ed Olivia Tremor Control per intenderci) : gli Elf Power. Non abbiamo dubbi nello stabilire che si tratta di collaborazione epocale. Dark Developments è il frutto di questa inattesa joint venture, destinata a raccogliere consensi da ambedue i bacini di utenza. Da una parte le liriche – spesso paragonate a storie inedite dello scrittore Raymond Carver - e l’attitudine chiaroscurale di Vic, dall’altra la fisicità tutta pop e lisergica del gruppo di Athens. Soluzioni compositive che invogliano paragoni importanti: il John Cale di Fear, il Lou Reed di Street Hassle o la soul music bianca del tardo Nick Lowe. Registrato durante lo scorso inverno dallo stesso Vic e da Derek Almstead (proprio nell’attico adibito a studio del buon Chesnutt) Dark Developments porta in dote l’atmosfera tipica delle incisioni casalinghe, svelando quel grado di intimismo che è cifra stilistica degli autori in campo. Da una parte le invenzioni strutturali degli Elf Power, dall’altra le visioni d’ombra del folk-singer ,con le sue amare riflessioni sull’ordine mondiale. La chimica è perfetta, circostanza che rende Dark Developments un classico immediato del nostro tempo.

23/07/07

North Star Deserter


Registrato lo scorso inverno agli, ora chiusi, Hotel2Tango Studio di Montreal, "North Star Deserter" è il capolavoro di Vic Chesnutt. L'amatissimo cantautore americano torna con un disco suonato in compagnia di celebri compari tra cui Thee Silver Mt.Zion, Guy Picciotto dei Fugazi e membri di Frankie Sparo, Godspeed You Black Emperor e Hangedup.

Ancora una volta canzoni che mettono al tappeto, una voce come nessun'altra, una inarrivabile capacità di trasformare la sconfitta in poesia. Uno dei dischi dell'anno.


il sito della Constellation Records

IL DISCO ESCE IL 30 AGOSTO