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13/05/09

Lee Fields And The Expressions – My World

La storia si ripete, nel mare magno delle realizzazioni new soul è il nome di un artista in realtà ‘stagionato’ a farsi largo. Lee Fields è la quintessenza del soul singer, immarcescibile, puro, mai avvezzo al compromesso. Per dirla nello slang americano un unsung hero. E per lui parlano le pubblicazioni indipendenti realizzate nel corso di quei meravigliosi anni ’70, un manipolo di 45 giri – il debutto è del 1969 con Bewildered b/w "Tell Her I Love Her - considerati oggetto di culto da parte dei più avidi collezionisti del genere ed un album altrettanto venerato – Let’s Talk It Over – che vedrà la luce soltanto sul finire del decennio . Iperattivo, aldilà delle scarse attenzioni riservategli dall’industria discografica maggiore – un solo contatto con la major London risalente peraltro al 1973 – Lee torna in attività agli albori degli anni ’90, dopo aver trascorso gli eighties in una fase di costernato silenzio. E’ la Ace ad accoglierlo a braccia aperte con un trittico di album costruito sul suo magistrale timbro soulful. Ma è nel 1999 con l’uscita di Let’s Get A Groove On per Desco – l’etichetta da cui prenderà le mosse il movimento neo soul tutto, Daptone Records compresa - che la stella di Lee torna a brillare prepotentemente. Nel momento in cui figure di rilievo di un’epopea indimenticata come Naomi Shelton o Sharon Jones raccolgono a distanza di tempo i frutti di una carriera spesso ai margini del music business, Lee si ripresenta baldanzoso con My World per l’etichetta newyorkese Truth & Soul, pronto a dare un seguito alle sue prodezze vocali, memori dell’opera di grandi come Al Green, Otis Redding e Marvin Gaye.
Quando la Truth & Soul è rinata dalle ceneri di Soul Fire nel 2004 – per quest’ultimo marchio Lee era uscito nel 2002 con l’album Problems – la missione dei proprietari/produttori Jeff Silverman e Leon Michels è stata quella di realizzare un album soul prototipo, che prendesse le mosse da gruppi vocali quali The Moments, The Delfonics e The Stylistics. Questo si traduce sulla carta in ballate ed arrangiamenti d’archi lussureggianti, con fini armonie vocali ed una sezione ritmica comunque incalzante. Michels e Silverman non fanno fatica a guardarsi intorno, prendendo a piene mani dalla locale scena di Brooklyn alcuni dei musicisti più in vista nell’ambito. Parliamo di interpreti di tutto rispetto di questa nuova tradizione, strumentisti già operativi con Dap Kings, Amy Winehouse, Bronx River Parkway, El Michels Affair e TV on The Radio.
E’ così che Lee Fields & The Expressions si ricostituiscono, il fine è ancora quello di riportare in auge le sonorità più calde di quegli anni 60 e 70, facendo perno su una formula che ha del miracoloso. Per tutti quelli che hanno iniziato a masticare soul music entrando dalla porta di servizio, un modo per stringere una nuova – sensuale – alleanza con un maestro indiscusso del genere.

My World esce in Italia l'8 Giugno



22/04/09

Nuovo singolo per Mayer Hawthorne

Nemmeno il tempo di celebrare il suo debutto per Stones Throw con il singolo ‘Just Ain’t Gonna Work Out’ che Mayer Hawthorne torna a deliziarci con il suo suadente timbro in ‘Maybe So, Maybe No’, nuovo dodici pollici destinato ad aumentare vertiginosamente le quotazioni sul mercato di questo autore bianco, completamente immerso nella cultura di un’etichetta simbolo come Motown. Cantante e musicista a tutto tondo originario del Michigan, con il suo esordio Mayer ha conquistato i favori di dj e produttori di calibro internazionale quali Q-Tip, Mark Ronson, Gilles Peterson e Benji B. ‘Maybe So, Maybe No’ è ancora una volta una magnetica jam soul-funk, quasi una hit sommersa della Detroit anni ’60, con un beat tanto minimale quanto ammiccante. Non da meno la b-side “I Wish It Would Rain” (anch’essa nella doppia versione vocale/strumentale), che ci consegnano una futura stella del revival soul, prossimo al suo esordio sulla lunga distanza.

17/03/09

Diverso Da Chi? - La colonna sonora

Dopo la già fortunata partnership per la pellicola Fine Pena Mai e le numerose consulenze musicali offerte per documentari, cortometraggi e pubblicità, Goodfellas inaugura una nuova e significativa collaborazione professionale curando, in collaborazione con la EMI Music Publishing Italia, la colonna sonora del film Diverso da chi? di Umberto Carteni prodotto dalla Cattleya e distribuito dalla Universal Pictures Italia.
Goodfellas, curatrice in esclusiva dello score, apre un nuovo fronte collaborativo con Cattleya, imperniato sulla supervisione in campo musicale. E’ il primo esperimento che si concretizza con la casa di produzione cinematografica, il viatico a nuove fortunate sinergie.
La trama del film è contrassegnata da un atipico triangolo amoroso: un candidato sindaco gay dichiarato – interpretato da Luca Argentero – che basa la campagna elettorale proprio sulla sua omosessualità - finisce con l’"innamorarsi" del suo braccio destro (Claudia Gerini) mettendo così a rischio il rapporto con il suo compagno di sempre (Filippo Nigro) oltre che la sua credibilità. Un’avvincente plot tematico in cui le musiche assumono un significato cruciale, sottolineando appunto le vicende umane che impreziosiscono la pellicola.
E’ il soul ad essere grande protagonista, con interpreti del recente passato, star indiscusse della musica black e protagonisti nell’immediato futuro. Per la ’sezione’ evergreen la parola spetta ad un crooneristico James Brown con This Is A Man’s, Man’s, Man’s Worlds e all’Aretha Franklin di Don’t Play This Song. Amy Winehouse troneggia con Me & Mr. Jones, ennesimo singolo estratto dal fortunato Back To Black, il suo secondo album che ha letteralmente scatenato la corsa al revival soul. La parte da leone è però recitata dalla newyorkese Daptone Records, una delle etichette che ha maggiormente saputo cristallizzare il momento ‘in’ della black music. La veterana Sharon Jones presenzia con ben tre tracce: 100 Days, 100 Nights, You're Gonna Get It e How Do I Let A Good Man Down? La soul-singer è accompagnata dagli strepitosi Dap-Kings, in-house band di Daptone associata al nome del produttore Mark Ronson, che oltre ad aver spesso accompagnato la stessa Amy Winehouse ha anche assistito di recente in studio un’icona come Bob Dylan. Bob & Gene assieme a Lee Fields e Sugarman 3 – stessa scuderia - contribuiscono con le loro vibrazioni a colorire ulteriormente il film, ma la vera rivelazione si chiama Naomi Shelton & the Gospel Queens, nome caldo al debutto per Daptone a Maggio: un’altra ugola cristallina che si aggiunge al catalogo della già celebrata posse di Brooklyn.

Le musiche originali sono composte dal maestro Massimo Nunzi, musicista di estrazione jazz con passaporto romano. Possiamo ascoltare la sua tromba magistralmente accompagnata dall’ Orchestra La Fanfara Frenetica in un tripudio di atmosfere delicatamente vintage.

"una delle commedie italiane di costume più divertenti della stagione." - La Repubblica

IL FILM SARA' NELLE SALE ITALIANE DA VENERDI 20 MARZO

17/02/09

The Revelations feat. Trè Williams - Deep Soul





Due album in uno, mettiamola così, Deep Soul dei Revelations è un’ulteriore sorpresa nell’ambito dell’universo black. Una collezione di memorabili numeri soulful interpretati da Trè Williams, sette tracce che odorano profondamente di sud, sposando quei ritmi urbani che hanno portato etichette leader del settore come Motown e Stax sulle mappe. Ai sette numeri vocali corrispondono altrettante sette tracce strumentali, vigorose version in odore di rare grooves, tutto questo per riportarvi fedelmente il talento di questa formazione che al debutto pare avere la stessa stoffa di veterani del genere. I Revelations arrivano da Brooklyn, New York, luogo santificato dalle produzioni e dal lavoro maestro di Dap-Kings (relativamente anche al loro marchio Daptone). La musica del gruppo è fortemente influenzata dal suono ‘sudista’ di etichette come Hi Records (la leggendaria label di Memphis che ha pubblicato perle di Al Green e Ann Peebles) ma non cade nell’equivoco di riprodurre fedelmente quei suoni, risultando anzi fresca ed attualissima, al contrario di molte sensazioni dei sotterranei funk che cavalcano con modestia l’onda lunga dei grandi del passato. La performance del gruppo è secca, senza fronzoli, realizzata senza l’ausilio di alcun marchingegno digitale. Rell, Wes Mingus, Borahm Lee, Josh Werner e Gintas Janusonis tengono le fondamenta di questo suono spesso e caldo, che riporta direttamente le esperienze di strada e lo struggimento dell’uomo nero come nella miglior tradizione del genere, canzoni d’amore, passionali, esistenziali. E Trè Williams è quel tipo di vocalist: magnetico, sconvolgente nella sua presenza. Con brani tipo Sorry’s Not Enough, Because Of You o la possente Heavy Metal Blues i Revelations bussano alle porte dei maestri con reverenza, consci però del loro immane potenziale. Back to the roots!

12/02/09

Diverso Da Chi - Il Trailer



Ecco il trailer del film di cui abbiamo curato la colonna sonora. Strictly Soul Music!

05/02/09

The Sweet Vandals - Lovelite


50% James Brownian funk,50% Motownesque soul and 100% analogic!

Quando il gruppo spagnolo The Sweet Vandals è partito in missione – siamo in missione per Dio, lo dicevano gli stessi Jake & Elwood nei Blues Brothers – qualcosa come 10 anni fa dalla natia Madrid, nessuno poteva immaginare quale tipo di connessione poteva crearsi tra Parigi, Dusseldorf e la stessa Madrid (numerose le etnie presenti nel gruppo). Nè – tanto meno – nessuno avrebbe scommesso i propri averi sulla prepotente rinascita del soul, come movimento culturale e musicale.
Lovelite è il secondo album della band, naturalmente cresciuta a vista d’occhio, capace di mettere ancora più fuoco una spontanea miscela fatta di soul, crudo funk e profondi grooves, enfatizzando quelli che sono stati i cambiamenti sostanziali nei circuiti della black music, circoscritti alla scena europea degli ultimi 10 anni.
La voce caratteristica ed ispirata di Mayka Edjole, provvede a rendere questo crossover stilistico ancor più eclatante, caratterizzando in fondo le scelte del gruppo con la sua vocalità che attinge a piene mani dalla tradizione gospel.
E’ chiaro che una band non può unicamente sorreggersi sul talento del singolo, gli Sweet Vandals sono un ensemble a tutti gli effetti con le proprie personalità. Santiago Vallejo – altrimenti detto Diamond è protagonista di memorabili riff all’organo Hammond, il basso funky di Santi ‚Sweetfingers’ unitamente alla batteria di Javier ‚Skunk’ Gomez ed alla chitarra del veterano José ‚Angel’ Herranz, completano la formazione.
Uno dei segreti della loro musica risiede nelle tecniche di registrazione volutamente vintage, il gruppo infatti punta tutto sull’analogico, per ottenere un suono caldo, incontaminato, capace proprio di ricreare lo spirito delle storiche incisioni di casa Motown, o Stax, giusto per attingere a nobili referenti. La cura è nella scelta degli strumenti d’epoca e dei microfoni, alla ricerca di un feeling autentico che possa attraversare tutte le epoche della soul music.
L’escalation di Sweet Vandals si è chiaramente consumata dal vivo, proprio perchè sul palcoscenico il gruppo tira fuori gli artigli, ci sarà anche una ragione per cui i nostri hanno varcato le frontiere messicane ed africane, approdando in altre indiscutibili mecche del ritmo. Poi l’apprezzamento da parte di tutti i dj internazionali: la musica di Sweet Vandals si sposa così naturalmente col dancefloor da fare la fortuna tanto dei selecters che dei più avvezzi ballerini.
Fossero nati in America avrebbero già siglato un accordo con Daptone Records, ne siamo più che certi...

25/09/08

Alice Russell - Pot Of Gold

Soul music del nuovo millennio, future jazz, downtempo, mille e più etichette sono state affibbiate alla chanteuse britannica, uno dei cavalli di razza di quella che potremmo definire nuova canzone elettronica. Il curriculum di Alice Russell è di spessore, la sua una voce nera ‘intrappolata’ in un corpo bianco, tanto che spesso è stata accostata ad eminenze quali Minnie Ripperton, Chaka Khan e Betty Davis. Dopo il suo coinvolgimento da giovanissima nei sofisticati Bah Samba – che già dal nome tradivano l’influenza di un sound elettronico finemente esotico (nel 2000 furono eletta miglior band nel genere da un vecchio marpione come Dimitri From Paris, che li incluse in un mixtape di sua ideazione) - Alice trova nel produttore/musicista Quantic (al secolo Will Holland) un nuovo straordinario alleato, l’etichetta che licenzia il suo primo album – Under The Munka Moon (in cui ci mettono lo zampino anche i Plaid) – è la Tru Thoughts di Brighton, una delle realtà più ricercate nell’ambito della discografia indipendente inglese. Immediati sono i riscontri di critica e pubblico, Alice diviene in brevissimo tempo eroina della club culture continentale. La sua backing band – con elementi assortiti della Quantic Soul Orchestra – spinge vertiginosamente su un plot a base di funk e soul, mostrando peraltro una sensibilità nei confronti di sonorità come breakbeat e moderno hip-hop. Con il secondo album My Favorite Letters del 2005 (dietro al banco di regia siede un altro produttore estroso come Tm Juke, nome di casa presso la stessa Tru Thoughts e Ubiquity) il sound si fa ancora più avvincente, ma il colpo gobbo arriva nel 2006 con Under The Munka Moon II, in cui fa bella mostra di sé il singolo Seven Nation Army, preparato in combutta con Nostalgia ’77 (altra realtà del nu-jazz albionico) cover del celebre anthem da stadio a firma Jack White. Nel frattempo si è scatenato un putiferio sul globo terracqueo: il soul è la nuova religione, tutte le attenzioni sono puntate su quegli artisti che partendo dalla tradizione Stax/Motown hanno saputo traghettare il nuovo verbo ai giorni nostri. Sono momenti propizi per Alice Russell, dopo l’exploit internazionale di Amy Winehouse ed il ritorno in pista di una sempre fantastica Sharon Jones, il nuovo album della vocalist inglese – il suo quarto - sembra uscire nel periodo più opportuno. Si chiama Pot Of Gold ed il titolo lascia già presagire ottime cose. E’ soul moderno, della miglior lega, svetta al solito la voce di Alice, in brani che si colorano di classicità, affrontando però a testa alta la contemporaneità. Ci sono mid tempo che invitano al moto e ballate frizzanti, oltre ad una cover che non farete fatica a riconoscere, un tormentone di un’estate fa: Crazy dei Gnarls Barkley. Il mondo è ora Alice Russell.

Pot Of Gold esce in Italia il 17 Novembre

05/06/08

Lavomatik Session - Eli *Paperboy* Reed - It's Easier

Strana session unplugged per il favoloso Eli "Paperboy" Reed


L'album "Roll With Me" è il disco del mese di Mojo di Giugno

"Un disco superbo" - Il Venerdi Di Repubblica

"Un'ondata di classic soul che sorpassa anche Amy Winehouse" 5 STELLE XL/La Repubblica

"In questi 38 minuti c'è un tale concentrato di anima e talento da azzerare ogni levatura di spalle modernista. " VOTO 7/8 Blow Up

"Incredibile che un disco di questo livello sia rimasto per qualche decennio appannaggio di pochi, fortunati collezionisti o addirittura chiuso in un qualche cassetto. Dev’essere andata così, perché frequento la black da più tempo di quanto non mi piaccia ricordare e io questo Eli Reed sono sicurissimo di non averlo mai sentito nominare. Faccio qualche ricerca…Faccio qualche ricerca e scopro che il giovanotto in questione è un giovanotto davvero (alé! figlio di un critico) e che questo, nuovo di pacca, è il suo secondo album. Rido come uno scemo e lo rimetto su. E ancora. E ancora." VOTO 8 Audio Review

"Dopo Amy Winehouse e Duffy, che hanno avuto il merito di riportare in ambito pop un genere classico come il soul, Eli si spinge ancora più avanti e recupera la radice della black music più pura, passando dal gospel al blues e al funky con una naturalezza incredibile." MTV.IT

20/05/08

Nuovo video per Sharon Jones

E' on-line il video di "Tell Me", nuovo singolo di Sharon Jones e The Dap-Kings tratto dal bellissimo "100 Days, 100 Nights" uscito alla fine del 2007 per Daptone Records.




“Dal Big Beat della batteria in “100 days, 100 nights” con i fiati che ondeggiano e la voce della Jones che corre come il vento all'incedere prepotente di “Tell Me”, al Funk febbrile di “Let Them Talk”. Non a caso, i Dap-kings sono stati in studio con Amy Winehouse e con il DJ e produttore Mark Ronson. 100 di questi giorni, 100 di queste notti, 100 di questi dischi"
XL/La Repubblica

"dieci tracce rigorosamente in analogico, eccitanti (“Tell Me”) e selvagge (“Let Them Knock”) come da migliore tradizione, con la sei corde sporcata di Blues e i fiati impregnati di Soul epoca Motown"
Rumore

"questo è il loro terzo disco, ed è un' altra piccola bomba per i discepoli del verbo: voce caldissima dal feeling debordante, corroborata da una sezione fiati stax style ai limiti della perfezione e una ritmica impeccabile, come sempre guidata dal prode Bosco Mann."
Blow Up

"Soul music nel vero senso della parola, con il vestito giusto ed il necessario rispetto di una tradizione che, nonostante gli anni passati, può dare ancora molto"
Superfly

"trovo più passione autentiche in uno di questi brani che nelle intere discografie di tutte le madamine Nu-Soul messe insieme."
Il Mucchio