Visualizzazione post con etichetta easy star all stars. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta easy star all stars. Mostra tutti i post

28/10/09

Nuovo artista in casa Easy Star: Tommy T

Tommy T è il bassista dei Gogol Bordello, almeno da tre anni a questa parte. Nato e cresciuto in Etiopia, ha portato la sua enorme conoscenza per i ritmi globali proprio in seno alla banda punk tzigana, facendo in modo che divenisse una delle più piacevoli anomalie nell’ambito del rock più estremo e scanzonato. Per il suo debutto in solo Tommy ha prodotto un qualcosa di realmente ambizioso, a titolo The Prester John Sessions. E’ un viaggio in musica come era lecito attendersi da uno strumentista che ha toccato tutti i confini possibili del globo terracqueo, almeno a livello immaginifico. Si tratta di 11 brani, con un remix ad opera dei compagni di squadra Eugene Hutz e Pedro Erazo. Un affare di famiglia, tanto che il mixaggio dell’album è stato affidato a Michael Goldwasser degli Easy Star All-Stars. La newyorkese Easy Star è infatti la casa per cui Tommy T lancia la sua offensiva artistica al mondo. Di spicco anche la collaborazione estesa a due brani con la vocalist Gigi (una delle più popolari voci della moderna tradizione etiope nonché moglie di Bill Laswell).

Mentre i Gogol Bordello si apprestano a pubblicare un nuovo album da studio nel 2010 (prodotto addirittura da Rick Rubin!), Tommy T scopre una della maniere più vantaggiose per riconnettersi alle proprie memorie ancestrali, concependo un disco che oltre ai suoni del continente africano, possa anche baciare le tecniche del dub. Con il tocco finale in post-produzione di Victor Van Vugt (Nick Cave, Gogol Bordello) il disco assume i tratti di una fantasiosa jam tra gli Headhunters di Herbie Hancock ed uno dei fondamenti della musica etiope, la Imperial Bodyguard Orchestra. Una musica etnica che si arricchisce senza soluzione dio continuità di elementi dub reggae, funk,e jazz mescolando il noto all’imprevisto, sempre in un’atmosfera profondamente familiare.

16/03/09

Easy Star’s Lonely Hearts Dub Band

L’apparizione – in veste di ospiti internazionali – all’ultima edizione del Festival di Sanremo, ha sdoganato definitivamente la materia reggae e con essa il nome di Easy Stars All-Stars. La cover di Time – estratto dal debutto discografico dei nostri, Dub Side Of The Moon – è stata la chiave di volta per un’affermazione su più ampia scala.. Il tributo ai Pink Floyd ha suscitato unanimi consensi a livello internazionale – correva l’anno 2003 – e a distanza di tempo il fenomeno si sta manifestando anche nel nostro paese, con il supporto incondizionato dei media e delle radio nazionali. Dopo l’altrettanto felice omaggio in levare ai Radiohead – Radiodread – è tempo di rivisitare un altro classico della musica pop britannica, parliamo di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, uno dei dischi più influenti nella storia contemporanea. Ribattezzato propriamente Easy Star’s Lonely Hearts Dub Band ed anticipato dal singolo With A Little Help From My Friends, già in rotazione sulle radio ed i network nazionali, il terzo album di Easy Stars All-Star prende le mosse dal capolavoro del gruppo di Liverpool, rinverdendo la carica melodica dell’originale con forti sapori per l’appunto caraibici.
Il disco esce nuovamente per la fida etichetta Easy Star Records e tra gli ospiti vanta alcuni nomi di spicco della scena reggae, dancehall e dub internazionale: Steel Pulse, Matisyahu, Michael Rose dei Black Uhuru, Luciano, U Roy (che canta nel brano apripista With A Little Help From My Friends), Bunny Rugs dei Third World, Ranking Roger degli English Beat, Sugar Minott, Frankie Paul, Max Romeo e The Mighty Diamonds.
Il produttore Michael Goldwasser si esprime chiaramente sui termini dell’operazione: ci siamo focalizzati sull’idea di concept album in chiave reggae, è importante che il materiale di riferimento abbia una valenza unica e coerente, non una semplice collezione di brani insomma. Così, quale migliore occasione per scegliere il padre di tutti i concept album?
Goldwasser è accompagnato da Victor Rice (basso), Victor “Ticklah” Axelrod (tastiere) e dalla coppia formata da Patrick Dougher ed Eddie Ocampo (si dividono tra batteria e percussioni). Ci sono anche elementi della touring band di Easy Star All-Stars a fornire il proprio contributo: Ras I Ray, Jenny Hill, Buford O’Sullivan, Ivan Katz, Kirsty Rock, Tamar-kali, Junior Jazz e Menny More. Lo score ‘artistico’ di Goldwasser include anche produzioni per Corey Harris (stimatissimo bluesman) ed Hatikva 6 (famosa reggae band israeliana), oltre a colonne sonore come Failure To Launch (film con la Sarah Jessica Parker di Sex And The City) e Cassandra’s Dream di Woody Allen.
Per oltre un decennio Easy Star Records è stata un’influente realtà indipendente nell’universo reggae. Dub Side of The Moon e Radiodread hanno rappresentato la spina dorsale di un catalogo che include - tra gli altri - album di John Brown’s Body e Ticklah (tastierista degli stessi Easy Star All-Stars), oltre che ristampe di materiale classico firmato da Sugar Minott e Linval Thompson.

Easy Star’s Lonely Hearts Dub Band uscirà in Italia il 10 Aprile

24/02/09

Gettin'High In Sanremo Pt.2



La performance di Easy Star All Stars A Sanremo...con buona pace delle carampane impellicciate.

19/02/09

Getting high in Sanremo



Non perdete questa sera l'appuntamento col festival di Sanremo, ospiti nella sezione internazionale della kermesse canora saranno i newyorkesi Easy Star All-Stars, già balzati agli onori della cronaca col tributo reggae-dub ai Pink Floyd Dub Side Of The Moon. Proprio da quell'album eseguiranno l'immancabile brano "Time". Good Vibration per tutti!

27/01/09

Easy Star All Stars a Sanremo

E’ con immenso piacere che comunichiamo la partecipazione del combo newyorkese Easy Star All Stars alla 59sima edizione del festival di Sanremo nella serata del 19 febbraio.
Autori nel 2003 di un vero e proprio caso discografico con Dub Side Of The Moon, rielaborazione in chiave reggae-dub della pietra miliare The Dark Side Of The Moon a firma Pink Floyd, i nostri calcheranno il palcoscenico dell’Ariston nella veste di ospiti internazionali ed eseguiranno il brano Time.
L’esperimento Dub Side Of The Moon ha fruttato grande interesse e notevole visibilità alla formazione, fortemente indebitata nei confronti della musica giamaicana. Gilmour e soci ai Caraibi? Al solo pensiero molti scossero il capo, eppure quello che è accaduto con ‘The Dub Side Of The Moon’ è stato un autentico miracolo, di quelli che si possono iscrivere nella storia recente del pop. Sfruttando il potenziale melodico e gli arrangiamenti estrosi dell’originale, Easy Stars All Stars hanno ricostituito un nuovo ambiente, in cui il reggae è per definizione la stanza in cui aleggiano le vibrazioni spaziali dell’originale.
Dub Side Of The Moon è uno degli album reggae di maggior successo del 21simo secolo ed ha occupato per oltre 5 anni i primi posti della chart specializzata di Billboard. La prestigiosa rivista britannica Mojo ha indicato l’album come il secondo miglior disco di cover di sempre. Il successore – Radiodread, parabola ‘nera’ di Ok Computer – è stato per 18 mesi in cima alla Top Reggae Chart di Billboard, conquistando addirittura i favori degli stessi Radiohead.
Il collettivo newyorkese non teme certo confronti con la storia: il 14 di Aprile - ancora per il marchio Easy Star Records - vedrà la luce Easy Star’s Lonely Hearts Dub Band, come si evince dal titolo ripresa del concept album beatlesiano Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Tra gli ospiti del disco nomi di spicco della scena reggae, dancehall e dub internazionale come Steel Pulse, Michael Rose (Black Uhuru), Max Romeo, The Mighty Diamonds e numerosi altri.