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14/04/10

The Afrosound Of Colombia Vol. 1 (Vampisoul)

I più maliziosi magari penseranno al cartello di Medellin o alle imprese sportive dei nazionali Higuita e Valderrama, ma anche in Colombia di musica da perder la testa se ne è prodotta.

Eccome. A fare ordine ci pensa nuovamente l’iberica VampiSoul, che potendo attingere ad una sterminata collezione di singoli, mette in piedi una raccolta che ha del sensazionale. Il ritmo latino sottostà alle leggi dell’afro-beat ed una ubriacante festa su stratosferici ritmi funk ha luogo. Oltre due ore e mezza di musica, con brani risalenti sia agli anni '60 che '70, estrapolati dal florido catalogo della Discos Fuentes label operativa nel paese sudamericano. 43 tracce che battono il dancefloor in un irresistibile melange di salsa, cumbia, boogaloo, tropical funk e chicha...

Cruciale la figura di traghettatore di Julio Ernesto "Fruko" Estrada, boss della Disco Fuentes, che ha fatto in modo di importare il sound africano nel proprio paese, cogliendo le sottili analogie che legavano l’incessante ritmo dell’afro-beat al suono delle aree caraibiche. Ritmo e melodia che sono cibo per l’anima, questo lo spot con cui ha tirato su il suo piccolo impero discografico.

Ci eravamo già resi conto nella recente raccolta di Now Again Black Man’s Cry – dedicata all’ambasciatore dell’afro-funk Fela Kuti – di come in Colombia esistessero dei seguaci insospettabili di quel movimento. Nella sua varietà stilistica AfroSound Of Colombia è dunque un manifesto del medesimo villaggio globale, che al centro non mette certo l’etnia, quanto il fuoco sacro della pulsione più autentica. Una musica in primis fatta di sentimenti ed artistica spinta sovversiva.

Le estese note che accompagnano il booklet della raccolta targata Vampisoul sono a cura dell’esperto Pablo Yglesias altrimenti noto come DJ Bongohead.

12/04/10

V/A - Cumbia Beat Volume 1 (Vampisoul Records)

La cumbia peruviana, altrimenti nota come "chicha", ha avuto il pregio di mettere insieme numerosi stili tropicali, favorendo le tradizioni di paesi come la Colombia e Cuba, attingendo peraltro agli stimoli delle musiche occidentali: il beat degli anni '60 ed il rock psichedelico in primis. Ovviamente a condire il tutto melodie indigene che avessero a cuore la tradizione andina e quella della giungla amazzonica.
Emotivamente imbattibile, la miscela risuona ancora ad oggi distinta e vibrante, favorendo così la curiosità di una nuova audience, che oggi ama ritrovarsi nei luoghi in cui il sound è tornato prepotentemente di moda. Da Londra a New York passando per Madrid non si contano più le serate capaci di riproporre l'intensità di quei momenti.

La raccolta della Vampisoul si presenta con un esteso libricino a colori di ben 36 pagine, con tanto di note in lingua inglese e spagnola. Il periodo di riferimento è riconducibile ad una stagione piuttosto lunga: compresa tra il 1966 ed il 1978. Dopo la progressiva decadenza del mambo nella metà degli anni '50 una serie di nuovi ritmi si sono infatti imposti nel paese sudamericano: merengue, guaguancó, cha cha cha, joropo, guaracha, rumba e la stessa cumbia, apparsa in sordina proprio al volgere del nuovo decennio.

La Sonora de Lucho Macedo ed i Los Pacharacos sono stati tra i primi ad imporre questo stile, inserendolo nelle classiche tessiture folkloriche del proprio paese. Ci sono 25 pezzi in cui perdersi letteralmente, ritmicamente disparati, talmente freschi da rinvigorire un qualsiasi dancefloor dei giorni nostri. Silvestre Montez y Sus Guantanameros, Grupo Celeste, Los Mirlos, Los Beta e Los Atomos De Paramonga sono solo alcuni dei protagonisti per cui perdere letteralmente la testa!

23/01/09

Joe Bataan - King Of Latin Soul

Il ritorno di Joe Bataan, uno dei personaggi chiave del soul latino in condizioni strepitose e con la capacità di cullarci nuovamente col suo caliente ibrido musicale. Stabilita una nuova alleanza con la spagnola Vampi Soul, Joe unisce le sue forze col gruppo latin funk catalano Los Fulanos, col fine di rispolverare alcuni dei suoi più gettonati standard. Stiamo parlando di un uomo che ha fatto la storia della musica ritmica, con le sue numerose hit per il catalogo Salsoul ed i gioiosi ibridi tra disco e musica sudamericana. I Los Fulanos hanno preparato il campo per questa nuova seducente operazione, riarrangiando numerosi brani di repertorio del nostro ed approntando ritocchi decisivi ad alcuni standard appositamente riletti. Come l’immortale The Bottle di Gil Scott Heron, che Joe aveva ripreso in chiave strumentale già negli anni ’70 ed oggi interpreta con decisione, col suo distinto piglio vocale. King Of Latin Soul è costituito dai suoi cavalli di battaglia Gipsy Woman, Special Girl, Subway Joe e Johnny’s No Good, registrati dal vivo in studio dopo la sua doppia visita a Madrid e a Barcelona. Per il resto sono i nuovi arrangiamenti a rendere ancora più sfiziosa la raccolta, che piuttosto che suonare come uno stantio best of, si presenta quasi come un disco ‘inedito’. Mestizo abbandona il feeling disco della versione originale per rivivere in un corpo latin soul, discorso opposto per Rap O Clap O che si accosta invece prepotentemente ai ritmi del dancefloor contemporaneo. Come vedete la parte del leone è recitata proprio dai Los Fulanos che hanno iniettato nuova linfa nel repertorio di Joe, riportando in auge la figura di un mostro sacro della musica latina.

Black Merda - Forces Of Nature

E’ spesso il fervente mercato delle ristampe a condizionare l’andamento della comunità musicale internazionale, portando anche ad inaspettate reunion, come nel caso degli americani Black Merda, che dopo aver raccolto i frutti del loro seminale black rock con la ristampa del 2005 The Folks From Mother’s Mixer, si riaffacciano a sorpresa sulle scene. La raccolta curata da Funky Delicacies metteva assieme il debutto omonimo (originariamente pubblicato dalla benemerita Chess nel 1970) ed il successivo Long Burn The fire (GRT 1972). Prossimi al sound dei Funkadelic più acidi ed agli Experience di Hendrix, i Black Merda si imposero con un sound dalle forti tinte psichedeliche, la cui eco giunge fino ai giorni nostri.
Force Of Nature celebra dunque la loro ricostituzione, sviscerando un funk rock dalle solidissime basi e dagli accenti bluesy. Un repertorio di inediti per questi pionieri del black rock che non mancherà di stuzzicare le fantasie dei più versatili ascoltatori. Ancora guidati dal talento del chitarrista Charles Hawkins e del bassista Vc Veasey, i Black Merda (ci raccomandiamo con la pronuncia. black murder!) demoliscono ogni luogo comune del genere, tanto è capace di suonare fresco e roboante il loro funk, che oggi si traduce in tracce al vetriolo come Can’t Get Enough Of The Funk, Miss Hawkins’ House, I’m Not Coming Back o Beautiful Thing. Sarebbero potuti essere dei giganti al tempo, magari firmando un contratto con Motown, ma spesso il corso degli eventi può risolversi in inedite ed insperate combinazioni: oggi – con la supervisione dell’iberica Vampi Soul – potremmo realmente ascoltare un’altra storia.