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22/09/09

Wild Angels - Nuova raccolta curata da Mary Anne Hobbs per Planet Mu


Terzo volume nell’acclamata serie curata da Mary Anne Hobbs per Radio 1. Wild Angels – questo il titolo della nuova raccolta a tema – è la piattaforma ideale per i talenti emergenti della musica ritmica d’oltre manica. Artisti che non intendono unicamente aggraziarsi i frequentatori del dancefloor, ma vogliono innovare profondamente il genere, seguendo linee irregolari che mettono in stretta comunione la musica black dei primordi con le moderne tecniche di assemblaggio tipiche del grime o del dubstep, preservando anche l’attitudine rivoluzionaria della musica hip-hop. Sono ibridi musicali esotici ma assolutamente futuristi quelli che ascolterete in questo generoso manifesto. La raccolta mette insieme una serie di hit underground con un numero importante di brani inediti ed esclusivi, facendo di quest’oggetto un acquisto immancabile non solo per gli iniziati, ma anche per i novizi. Dai talentuosi scozzesi Hudson Mohawke e Rustie agli Starkey, direttamente dalle strade di Philadelphia. Poi le devastanti combinazioni ritmiche di Mark Pritchard insieme ai fenomeni di prossima generazione come Teebs e Gemmy. Il titolo Wild Angels arriva direttamente da una battuta consumata dalla stessa Mary Anne Hobbs all’interno del suo show per BBC Radio1, in riferimento all’opera influente di Alice Coltrane all’apice della sua carriera. Una descrizione che di pari passo potrebbe essere applicata alla musica contenuta in questo volume, tanto che Mike Paradinas ed il cland della Planet Mu hanno così amato l’espressione da suggerirla come incipit della compilation


TRACKLISTING:
1. ?-Mark Pritchard
2. Spotted-Hudson Mohawke
3. Knock Knock-Mike Slott
4. Lhc-Brackles
5. Rainbow Rd-Gemmy
6. Discipline-Untold
7. Payroll-Tranqill [Paul White's Clean Dub]
8. Sleeping Bear Lament-Architeq [Take Remix]
9. Zig-Zag-Rustie
10. Red And Yellow Toys-Mono/Poly
11. We Should Light A Fire-Hyetal
12. Gutter Music V.I.P.-Starkey
13. Videotape-Darkstar
14. Esthian III-Floating Points
15. Of Low Count And Light Pocket-Sunken Foal
16. Wlta-Teebs
17. Ioio-Nosaj Thing
18. And Now We Wait-Legion Of Two

24/08/09

Luke Vibert - We Hear You


Luke Vibert torna con un album a suo nome, ed è pronto a stupire i più incalliti sostenitori con un disco che continua a fugare le più ovvie aspettative. Non propriamente un compendio stilistico, nè tanto meno un riassunto delle puntate precedenti. Troppo facile per l'uomo che ha attraversato in lungo e in largo l'emisfero elettronico, toccando il downtempo e l'acid house, firmando un capolavoro del drum'n'bass con l'acronimo di Plug e regalando ai più esperti collezionisti anche una raccolta di nuggets elettronici. Da Wagon Christ a Kerrier District, passando per l'esagitato alter ego Amen Andrews (con il quale ha inciso per la Rephlex di un fratello spirituale quale Aphex Twin) ed il disco tagliato a 4 mani con un pioniere quale Jean Jacques Perry, Vibert non si è mai ripetuto, facendo del suo approccio al dancefloor una questione quanto meno trasversale e poliedrica.
E We Hear You - fuori su Planet Mu - rischia davvero di essere uno dei suoi album migliori, per la lucidità con cui tutti gli elementi collimano, in una serie di fuochi pirotecnici che lasciano davvero poco al caso. E Vibert fa le cose davvero in grande: De-pimp Act ad esempio connette Terry Riley, il dubstep e l'hip hop con una leggerezza tale da far sembrare la pratica cosa da tutti i giorni. Di contro ci sono tracce come Hot Sick e Square Footage che assomigliano ad un distillato dei più reconditi sogni dei Daft Punk. E ancora Dive and Lie Wrecked, che sembra un omaggio al 2-step, con una peccaminosa melodia G-funk.
Un mago della consolle ed un artista comunque dotato di un gusto pazzesco, così Luke Vibert si ripresenta in scena, quando il nostro orologio punta deciso verso il 2010.

23/06/09

Lockout il nuovo album per MIlanese su Planet Mu

Londinese doc, Milanese torna con il nuovo album Lockout alla scuderia Planet Mu, senza placare minimamente la sua febbre ritmica, che lo ha reso uno dei dj più richiesti negli ambienti del dopo-rave. Dopo essersi esibito nel 2008 ai BBC's Electric Proms sotto espressa richiesta della famiglia dello scomparso John Peel, Steve (questo il nome con cui è registrato all’anagrafe) si è poi imbarcato in un lungo tour che ha toccato i punti cruciali della costa ovest americana, con passaggi chiave anche nella mecca dell’elettronica più dissennata come San Francisco. Lockout è il secondo album sulla lunga distanza per il produttore inglese ad esser licenziato da Planet Mu (ricordiamo anche i brevi trascorsi su Warp) e non smentisce la sua fama di manipolatore di basse frequenze, tirando dentro tutte le possibili derive della musica digitale odierna: sciorinando grime e dubstep, techno pressurizzata e hip hop, senza ovviamente dimenticare le linee sinusoidali del 2step
Ben Sharpa (Pioneer Unit, Cape Town) e RQM (Al Haca, Vienna) offrono i loro contributi vocali e lirici all’album, sposando alla perfezione i ritmi grassi di Milanese. Aldilà delle categorie, il termine che più si sposa al disco è quello di streetwise bass music for the year 3000. Un approccio dunque futurista alla musica di strada, quella che dai party illegali si è propagata come un virus di incredibile portata alle periferie urbane di mezzo mondo, da occidente a oriente, dal nord al sud del mondo. Ritmo reale!

04/05/09

Boxcutter – Arecibo Message

Uno dei veterani del catalogo Planet Mu – l’irlandese Barry Lynn – torna col suo alter ego più sperimentale, con uno degli album che colorerà la nuova stagione della dance più leftfield.
Arecibo Message è un’altra installazione musicale di successo, per un artista che mai domo ha continuato ad inseguire la ricetta perfetta nell’ambito dell’elettronica più di confine, chiamando a sé le esperienze della drum’n’bass e dell’IDM, pur conservando sempre un atteggiamento aperto al confronto ed alla ricerca. Sin dal debutto come Boxcutter con il singolo Brood – nel 2005 per etichetta Hotflush – Barry si è segnalato tra i pionieri della stagione del dubstep, raffinando le tecniche più urbane del grime ed approdando ad un sound più evoluto, tanto da guadagnare l’immediato ed incondizionato supporto da parte di Mary Anne Hobbs, che da Radio 1 continua a trasmettere corpose vibrazioni al Regno Unito tutto.
Un viaggio spaziale, un’odissea musicale, in questi termini si presenta Arecibo Message – il titolo è ispirato all’omonimo codice inviato nello spazio attraverso frequenze radio modulate, il 16 novembre del 74 per celebrare proprio il rimodellamento del radio telescopio Arecibo – il disco ad oggi più lisergico concepito da Barry.
Brani più brevi e condensati fanno parte del disco, che vive anche degli innesti del duo soul elettronico Kinnego Flux, con la voce di Brian Greene. Il cambiamento radicale è anche nell’uso di synth analogici, delays e pedali solitamente applicati alla chitarra elettrica. Il tutto nella ricerca di una tensione emotiva che potesse far pensare ad un prodotto disco vintage proiettato però nel futuro.
Lo stesso Boxcutter sembra aprire all’influenza di Jimi Hendrix, nel suo calderone sonoro che sicuramente non preclude ad esperienze più acide ed al vezzo del 2 step Garage.

Un viaggio mentale, una terapia spaziale.


26/11/08

Lord OF £ 39

Aldilà dei sinistri volti incappucciati e della cultura chimica (avete presente le storie di Irvine Welsh?) che da sempre ne ha contraddistinto le abitudini, la scena rave è in realtà riuscita ad imporsi sulla distanza, mutando necessariamente corpo e andando ad informare una cultura musicale relativamente giovane come quella del dubstep. Neil Landstrumm - che proprio incappucciato adora farsi ritrarre – opera in questo ambito di confine sin dal 1994; nonostante il suo nome d’arte parli nordeuropeo, il nostro si colloca tra le figure più rappresentative della scena dance underground britannica. Tanto da aver inciso per alcune delle etichette simbolo dell’area, come Peacefrog e – attualmente – Planet Mu. Per nulla trascurabile anche la sua sortita per la tedesca Tresor, capace di proiettare musica trance ed acid house verso nuovi lidi. Dopo il debutto per l’etichetta di Mike Paradinas con Restaurant of Assassins, per Neil è stato logico abbracciare un nuovo verbo ritmico, che oltre alle primordiali influenze techno prevedesse elementi di dub, breakbeat e Miami bass. Tutto questo per definire un nuovo corpo e fare definitivamente breccia nei cuori dei più spregiudicati ascoltatori di alternative dance, fermo restando il supporto incondizionato di BBC, con i suoi programmi di genere, Kiss FM e Radio 1 (lo show definitivo di Mary Anne Hobbs).

Con Lord for £ 39 Neil amplia se possibile il suo raggio d’azione, puntando in maniera prepotente anche sull’elemento vocale, chiamando a sé, mc e vocalist di rinomata fama. Carlton Killawatt, Ebola e Si Begg sono i nomi su cui si punta, per offrire un flavour più prossimo all’hip-hop stradaiolo. Ora la collisione di stili è totale, Lord For £ 39 è la summa dell’elettronica più borderline: dall’abstract funk al two step, dal grime al garage, un distillato di tutto quello che è comunemente detto urban. Mescolando le più precise tecniche digitali con il culto per le apparecchiature vintage, il nuovo cimento di Neil Landstrumm rilancia prepotentemente le quotazioni del nostro, per destinazione erede di figure cardinali come Aphex Twin e Squarepusher.

La tracklist:

01 TRANSMISSION (WITH SI BEGG)
02 EASTER KRUNK POWER
03 SHIT DADDY BASS (WITH CARLTON KILLAWATT)
04 OLD RABBITS
05 LITTLE HELP FROM RUSTIE (WITH TOBIAS SCHMIDT [S.E.S.])
06 DIRTY BUTCHER
07 THE KING OF MALTA
08 £ 20 TO GET HOME (WITH SI BEGG)
09 CATEGORY D
10 THE DOSE (WITH EBOLA)
11 NIKE VOLUME (WITH PROFISEE)
12 WITCHES BUTTER
13 MASK OF MUSK
14 ROSS KEMP AS PIXEL

24/10/08

Dj Distance - Repercussions

Parte integrante del piccolo nucleo di innovatori facente capo alla scena dubstep di Londra Sud, Distance è sin dai suoi esordi sulla bocca di tutti i critici ed appassionati del settore, responsabile per essere stato uno dei più precoci ricercatori di questo circuito. Ricoprendo tutti i possibili ruoli dell’organigramma musicale – dal dj al produttore, passando per il discografico indipendente – Distance ha spinto con prepotenza nella sua direzione, guadagnando l’immediato supporto del compianto John Peel e guadagnando una posto d’onore all’interno dello show Dubstep Warz in onda su Radio 1 ed introdotto dall’onnipresente Mary Anne Hobbs. Agitatore dei primi rave dubstep (DMZ, FWD ed Exodus), Distance con il suo soundsystem è ricercatissimo dai club di mezza Europa, anche se la sua fama sta progressivamente raggiungendo gli States e le regioni asiatiche. Capace di passare con estrema naturalezza da profonde bassline ad autentiche tempeste ritmiche, il nostro oltre a conservare tutti i crismi e la freschezza del genere, apre spesso e volentieri ad influenze esterne, campionando ossessivamente stralci di world music e cristallizzando tutta l’estasi dei grandi produttori jamaicani. Repercussions è il suo secondo album per Planet Mu, forse l’etichetta che meglio sta documentando l’approccio trasversale ai suoni elettronici di questo scorcio di decennio. Le ipnotiche sequenze di alcuni suoi nuovi classici quali ‘Out Of Mind’, aprono con prepotenza alla più oppiacea musica etnica, inaugurando nuovi scenari nell’ambito della scena dubstep
Greg Sanders si dimostra con questa sua seconda prova sulla lunga distanza tra le forze motrici della scena elettronica londinese, uno dei produttori dall’estro più sensibile e già dotato di una impressionante visione d’insieme. Che sia proprio lui il tanto atteso profeta delle nuove tribù digitali?