Visualizzazione post con etichetta Illegal Art. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Illegal Art. Mostra tutti i post

19/02/10

Okapi and Aldo kapi's Orchestra - Love Him (Illegal Art)


Filippo Paolini in arte Okapi è uno dei più grandi prestigiatori nell’arte sublime del cut up sonoro. Conosce a menadito decine e decine di tecniche per il mixaggio ed oltre ad avere un naturale portamento per la produzione sopra le righe, si distingue come tra i più atipici - e funambolici - dj in circolazione. Ispirandosi all’opera del fantomatico compositore Aldo Kapi, il nostro mette insieme un tributo che più delle rime fa tesoro delle innumerevoli fonti sonore cui attinge, in un continuo gioco di specchi e rifrazioni. Attraversando le stanze della musica contemporanea come i paradisiaci scenari dell’easy listening, Love Him viene fuori come un sussidiario di scelte surreali ed avanguardiste, in cui piccole orchestrine in riva al mare vengono spazzate via dal vento di qualche brutista del white noise. L’avremmo chiamato break beat fosse stata una musica rigorosamente attenta al ritmo ed alle etichette di comodo, l’avremmo battezzata plunderphonia se gli unici depositari del sapere fossero stati Negativeland e Bob Ostertag, l’avremmo chiamato hip-hop fossimo rimasti ad ammirare le superbe doti dell’ennesimo turntablist.
In realtà ci sono diversi elementi complenatari in questo disco: una costruzione che più che ragionata sembra il frutto di un’alchimista, non solo un mago della consolle, ma anche uno di quei crate digger dalla discografia invidiabile…
C’è un grande senso dell’azione nella musica di Okapi, con vere e proprie porzioni cinematiche. Un senso della misura nell’eccesso, questo il paradosso da cui scaturiscono le magie di Love Him, un lavoro che finisce con lo stupire, grazie alla sua puntualità nel rincorrere mille e più oggetti del desiderio (musicale). Una forma che tradotta diventa poi composita, stupendo per il lavoro di edting finale. Dopo numerose apparizioni al fianco di nomi tutelari della scena avant mondiale - Mike Cooper, Peter Brotzmann, Mike Patton, Matt Gustafson, Zu, Damo Suzuki, Andy EX e Metamkine – Okapi riparte autonomamente per un viaggio che sa di folklore spaziale

20/10/08

Girl Talk - Feed The Animals

Benvenuti nella terra di nessuno, quella dei pirati informatici, dei plagiaristi, degli uomini che a tutti i costi hanno deciso di arginare il diritto d’autore. Nelle lande del no copyright, assieme a chi ci ha rimesso le penne (i Negativland che facevano il verso agli U2) e a chi ha sfruttato le potenzialità commerciali del mash up (i bootleg di alcuni anni or sono, con in cima A Stroke Of Genius della benemerita coppia Christina Aguilera/The Strokes). Il termine mash-up o mashup (da mas hit up) deriva dal creolo giamaicano, e significa distruggere. Impiegato originariamente in ambito musicale per indicare un evento o una performance di alto livello, è stato allargato a tutti gli ambiti musicali, nonché a quello dei videoclip ed a quello informatico, seppure con una diversa accezione. Questo è quanto riportato da Wikipedia, e questo è quanto ‘fedelmente’ proposto da Girl Talk, un misterioso Gregg Gillis che incide per etichetta Illegal Art, dj sui generis e ‘responsabile’ cospiratore negli ambiti mediatici più alti.
Feed The Animals è uno di quei classici dischi capaci di sconvolgere il vostro fine settimana. Un party album destabilizzante al quale sono invitati – loro malgrado - Sinead O’ Condor (una taglio pitchato di ‘Nothing Compares To You’), i Twisted Sisters di ‘We’re Not Gonna Take It’ , la Avril Lavigne di ‘Girlfriend’ ed i Procol Harum di ‘A Whiter Shade Of Pale’. Un lavoro che di base incamera movenze r&b ed electro, partendo spesso e volentieri per la tangente con un arte del campionamento spettacolare. Del resto è emblematica l’immagine di Gregg chino sul suo computer, un performer nato oseremmo dire. Un microfono, un laptop maltrattato ed il suo look che non ammette repliche: un bianco dalla barba incolta, dall’occhio spiritato e parzialmente nudo. Una concatenazione di sublimi atti vandalici (in musica).