Visualizzazione post con etichetta Hip Hop. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hip Hop. Mostra tutti i post

12/03/10

Madlib in Africa!



Inarrestabile Madlib! Come annunciato, le sue nuove uscite a cadenza mensile avranno un soggetto preciso di volta in volta. Il suo Medicine Show dopo la comparsata di Guilty Simpson ed il ritorno alle sonorità carioca del secondo volume, fa naturalmente tappa in Africa, laddove è iniziato tutto. Il terzo volume del Medicine Show è da leggersi anche come la quarta installazione della collana Beat Konducta, altra serie che ha foraggiato le doti di eccelso ricercatore passatista dello stesso Madlib. Scandagliando tra il solito innumerevole quantitativo di vinili – dimostrazione che il collezionismo è una scienza (quasi) esatta - ci sono 40 strumentali hip-hop che vanno a costituire una mixtape imperdibile che lascia fuori le ovvietà del caso, concentrandosi su campioni originali di musicisti provenienti da Zambia, Nigeria, Etiopia, Ghana, Botswana e Costa D’avorio. Non solo afro-beat, tra i solchi di queste autentiche rarità troverete anche gemme garage, prog-rock, funk e psych, segno della grande varietà delle fonti cui si attinge. In attesa dell’annunciato viaggio artistico in Jamaica – per il successivo capitolo di questa straripante saga – non resta che perdersi tra i solchi di questo eclatante assemblaggio.

Scarica due tracce da Beat Konduct In Africa:
Madlib - The Frontline (Liberation)
Madlib - African Voodoo Queen (Drama)

23/09/09

Dam-Funk "Toeachizown"

Iniziamo dal personaggio, un improbabile incrocio visivo tra Afrika Bambaata e Rick James. E’ il nuovo in casa Stones Throw, una figura ibrida tra produttore e dj, intrattenitore e mastermind. La musica dell’uomo è un bollente crogiuolo di hip-hop ed electro, un suono che mette in scena i balli sfrenati del rap, attraverso una cultura digitale stimolante. Potrebbero fioccare paragoni anche ingombranti, ma per instradarvi potremmo suggerire un approccio che sta tra Prince – quello di 1999 ad esempio – ed i Newcleus di Brooklyn, con il bene placido degli uomini-macchina di Dusseldorf. I contenuti dei brani di Dam-Funk - a detta dello stesso autore – si focalizzano sulle relazioni, buone e cattive, un sunto poi della vita che scorre quotidianamente.

La musica del nostro, ancora una volta secondo le sue stesse parole, è un funk di taglio melodico, rispettoso di mostri sacri che animavano il dancefloor tra il finire degli anni ’70 e l’inizio del decennio successivo. Si fanno i nomi di Loose Ends, Kashif, Mtume e degli Slave di Steve Arrington.

La solida cultura hip-hop di Dam-Funk, si basa infatti sulla conoscenza di classici latin funk e soul jazz. Palesando comunque un interesse scientifico per le nuove tecniche di registrazione, il taglio dei brani è addirittura chirurgico, l’assemblaggio spaventoso. Toeachizown – che in slang sta appunto per To Each Is Own (ad ognuno il suo) – è il disco definitivo dopo una serie di mix ad hoc per quello che è considerato a Los Angeles l’ambasciatore del boogie-funk.. The new jack is now!

Dam-Funk sarà presto in Italia per due show:

14/10/2009 - Roma - Circolo Degli Artisti

18/10/2009 - Torino - Flora

03/12/08

The Breaks



Nel 2001 il club di Los Angeles Rootdown ha messo in piedi un sound clash che ha visto esibirsi testa a testa due icone dell'hip hop contemporaneo Madlib e Cut Chemist. Eric Coleman e B+, fondatori del marchio Mochilla, si sono presentati a questa premiere armati del loro Sony PC100, per riprendere anche in maniera istantanea l’evolversi della performance. L’esperimento si è ripetuto con le battaglie negli anni a venire di Will.i.am e Thes One oltre che di Oh No ed Exile.

Il dvd tratto da queste serate è intitolato “DJ Dusk's Root Down – Soundclash” ed è ora nei negozi di dischi.





John “Illa J” Yancey è il fratello minore del compianto J-Dilla (aka Jay-Dee), uno degli ultimi eroi dell’hip-hop più avanzato, prematuramente scomparso nel 2006. Il suo debutto discografico Yancey Boys è costrutito attraverso le rime di illa j che si appoggiano proprio sui beat lasciati in eredità dallo stesso J-Dilla.

http://www.myspace.com/illajmusic

25/09/08

Jake One - White Van Music




Il produttore di Seattle Jake One è una delle menti più sottili nell’odierno e sfavillante circuito dell’hip hop moderno, laddove il compromesso sembra all’ordine del giorno e le pose assumono valore assoluto di fronte alla bontà stessa delle composizioni. Il suo è un curriculum eccezionale, con collaborazioni che si estendono da 50 Cent a De La Soul. Invidiabile però l’attitudine di Jake One, mai un passo indietro il suo motto, tanto da imporre il suo sound nella top 10 di Billboard. Mettendo insieme le influenze dei suoi padri spirituali DJ Premier, Dr. Dre e DJ Quik con un sano tocco di modernità, Jake è stato capace di colmare il gap tra passato e presente.
Spesso associato al collettivo G Unit, Jake inizia la sua trafila nella città natale seguendo le uscite di Conception Records sul finire degli anni ’90. Questa è solo una piattaforma, presto il suo nome sarà associato ad alcune icone impensabili – come a quella del wrestler John Cena – o a noti epigoni della nuova scena come Gift Of Gab. Dopo il progressivo assorbimento nella cultura mainstream Jake One torna a bomba nel 2008 con un lavoro indipendente, licenziato da uno dei migliori marchi hip-hop underground: Rhymesayers Entertainment. White Van Music è un disco eccezionale, vale la pena mettere immediatamente le cose in chiaro. Da un produttore di tale stazza non potevate che aspettarvi una rivoluzionaria miscela rn'b dai tratti quasi futuristi. E se le amicizie contano ancora qualcosa, nutrita è la parata di stelle che si alterna tra questi solchi: da Young Buck a MF Doom, passando per Busta Rhymes e Brother Ali. Non mancano certo i numeri a questa uscita, che si pone ai vertici di tutto l’hip-hop ascoltato nell’ultimo biennio, una spinta rivoluzionaria che rompe gli indugi e rilancia la figura di Jake One ben oltre i paradisi platinati del mainstream.