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23/09/09

Lisa Germano - Magic Neighbor

Lisa Germano torna con un nuovo album per la Young God di Michael Gira dal titolo Magic Neighbor. Lisa era letteralmente scomparsa dalle scene, iniziando a far serpeggiare più di un dubbio sul suo stato. Ma sarà ancora la musica a ristabilire gli equilibri, un linguaggio universale di cui la Germano si fa nuovamente interprete, grazie al suo riconosciuto stile da sirena neo-romantica. Lo stesso Gira che sembrava impensierito dalla condizione di una delle sue più acclamate artiste, si è ricreduto al momento dell’ascolto in anteprima del disco, che definisce senza alcun indugio il suo migliore. Si parla di una profondità inedita, di una prova vocale al di sopra delle righe. C’è ovviamente un velo di tristezza nella sua musica, ma anche un tono speranzoso che sembra farsi largo, pur mantenendo una dimensione privata, intima.

Gira azzarda addirittura un paragone con i commenti sonori dei lungometraggi della Disney, per quella dimensione a cavallo tra il sogno e la confusione apparente.

Nessuno sconvolgimento per quello che riguarda la musica della Germano, spesso ed immancabilmente costruita sul dualismo voce/piano. Preziosi anche gli arrangiamenti d’archi, che donano un tocco di classicità a questo Magic Neighbor, disco per molti versi ammaliante. Tra le più genuine ed ispirate cantautrici contemporanee, Lisa compie un ulteriore balzo in avanti nella definizione di uno stile proprio, invidiabile. Verrebbe voglia di dire: da qui all’eternità.

25/03/09

Fire On Fire - The Orchard

South Portland, Maine. Questo l’ultimo indirizzo conosciuto dei Fire On Fire, al secolo Colleen Kinsella (voce, harmonium, chitarra, fisarmonica, banjo) Caleb Mulkerin (voce, chitarra, banjo, dobro) Tom Kovacevic (voce, oud, tamboritza, jembe, tamburino) Micah Blue Smaldone (voce, contrabbasso, banjo) e Chriss Sutherland (voce, chitarra, doumbek). Un collettivo che quasi miracolosamente parte dall’esperienza dei Cerberus Shoal, uno degli esempi più sfuggenti di post-rock americano con una discografia quanto meno frastagliata (pubblicazioni per Temporary Residence e North East India), per rivisitare la musica dei padri, in un’idea di folk quasi rurale. Dopo l’abbandono del tetto natio da parte degli Akron Family, Michael Gira si avventura nuovamente nella wilderness con i Fire On Fire, facendo sì che il loro debutto sulla lunga distanza The Orchard divenga punta di diamante del catalogo Young God. Ed i presupposti ci sono tutti. Lasciando da parte le stentoree divagazioni filo prog dei Cerberus Shoal, i nostri lavorano ad un suono idealmente scarno, al crocevia tra pre-war folk e murder ballads senza tempo. Facendo appunto ricorso ad una strumentazione tradizionale – utilizzando copiosamente fisarmonica, banjo e dobro – i Fire On Fire mettono in piedi un disco di bucolica bellezza, un tributo a terre e luoghi antichi, una celebrazione dell’uomo libero. Quasi un paradosso nel moto accelerato del mercato occidentale, perché una caratteristica fondante di The Orchard è proprio nel ritorno prepotente alla natura, sia concettualmente che strumentalmente. Un disco tradizionale che come tale non teme il confronto con il tempo, occupando una sfera privata ed emozionale del tutto particolare. Into The Wild!




17/10/08

Introducing Larkin Grimm

Spesso è il genio, la magia a contraddistinguere un singolo artista, soprattutto quando ci si muove in un ambito asfittico come l’indie rock od una delle sue più fortunate branche contemporanee: il neo-folk. Termine in realtà piuttosto riduttivo per Larkin Grimm, una voce ed uno stile personalissimi che ne potrebbero fare – senza alcun tipo di esagerazione – la nuova Odetta. 26enne originaria di Memphis, Tennessee (di per sé un luogo con numerose implicazioni magiche e ritualistiche) Larkin ha vissuto in una comune locale, figlia di hippies devoti al culto del sacro ordine di MANS. Da sempre spirito nomade – lunghi viaggi rivelatori in Thailandia, Guatemala ed Alaska che ne hanno definito anche ‘l’approdo’ artistico – la chanteuse ha la sua prima epifania musicale nell’artistoide Providence – luogo in cui si sono formati personaggi di spicco del presente (Lightning Bolt) e del passato (Talking Heads) – legando il suo nome alla piccola indipendente locale Secret Eye Records e muovendo su territori spiccatamente più rumorosi e free-from. E’ solo il viatico ad una rinascita, consumata sui palchi di mezza America, complici anche i mini-tour in supporto ad artisti quali Devendra Banhart, Spires That in The Sunset Rise, Espers, Brigthblack Morning Light, Entrance, Viking Moses, Microphones e Old Time Relijun. Lo stile diviene più raffinato, Larkin è ora una polistrumentista completa, capace di divedersi tra banjo e chitarra acustica (lodevole la sua tecnica in fingerpicking), assortiti strumenti-giocattolo ed una voce che può raggiungere picchi di intensità assoluta come lamentose cadenze blues . Michael Gira che non ha mai smentito le sue doti di talent scout – Devendra Banhart, Akron Family e Calla hanno ricevuto confortevole asilo presso la sua Young God – ha prodotto l’album Parplar presso l’Old Soul Studio di Catskill, New York ed il Seizure’s Palace di Brooklyn. Una produzione eclettica per quello che è il disco della definitiva consacrazione underground di Larkin Grimm, che non lesina affatto sui colleghi/musicisti da coinvolgere nel progetto. Sfilano così elementi degli stessi Angels Of light, dei Fire On Fire (praticamente una costola dei Cerberus Shoal, anche loro accasatisi di recente presso Young God), dei bostoniani Beat Circus e degli Old Time Relijun, per conferire ulteriore spessore ad un disco che eleva minuziosamente le istanze di tutto il movimento new weird america. Una nuova soul singer le cui carezzevoli e a volte mistiche melodie si prenderanno una parte importante del vostro cuore.

Il nuovo album si intitola "Parplar" ed uscirà il 28 Ottobre