28/11/13

Cocoanut Groove: Svezia mon amour




How to Build a Maze è il secondo album di Cocoanut Groove, band scandinava capitanata da Olov Antonsson. Si tratta anche della prima pubblicazione ufficiale per la nuova formazione estesa, dopo che ‘Madeleine Street’ del 2008 rappresentò poco più dell’estensione di un progetto solista. Direttamente dal nord della Svezia, Antonsson indossa senza timori reverenziali le sue tipiche influenze sixties: un pop barocco con tracce dei tardi Smiths e degli idoli Clientele, oltre ad una lodevole fascinazione per il folk brumoso di Vashti Bunyan e Nick Drake.

Scritte durante un lungo periodo di tempo, le canzoni che compongono How To Build A Maze puntano ad una perfezione formale che possa rinverdire la grande stagione del pop anni ’60. La finalità è quella di avvicinare capolavori consolidati come ‘Beechwood Park’ degli Zombies o ‘World Of You’ degli Aerovons. Ferme restando alcune puntuali melodie folk svedesi che si affacciano in maniera discreta all’interno del disco.  Registrato in numerose location nella città natale di Umeå, il disco parla di esperienze strettamente personali, riflettendo a lungo sul significato di perdita. Dagli amici che si allontanano alle stagioni che volgono al termine, il tutto in un carezzevole susseguirsi di melodie e partiture soavi.

Il nome della band arriva direttamente da una canzone dei Lovin' Spoonful scritta da Roger Nichols Olov ha composto tutti i brani del disco oltre a suonare la chitarra, il basso ed il pianoforte. Nel corso degli anni – ed in particolare per questo disco – è stato aiutato da Calle Thoor, Anton Runesson e William Andersson (batteria), Josef Ringqvist (basso), Mattias Malm (chitarra, tastiera, voci, arrangiamenti, percussioni), Ivar e Gunnar Lantz (archi) e Frida Danielsson (tromba). Cocoanut Groove si inserisce nel solco della grande tradizione indiepop svedese, con grande puntualità, rispettando una bellezza di fondo, sfiorata da una dose sussidiaria di malinconia.



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